Trovate la vostra voce

Chiunque faccia musica trova la propria voce.

Siamo scrittori, musicisti, designer, programmatori, genitori, gente che costruisce qualsiasi cosa. Ma non stiamo veramente esprimendo noi stessi fino a che non abbiamo trovato la nostra voce: il suono, lo stile, il tenore, la tonalità, la personalità che usiamo per esprimerci.

La nostra voce è la nostra essenza.

Un mio lettore, che è anche uno scrittore, mi ha chiesto come ho trovato la mia voce. E, in verità, la risposta non è facile. Non posso nemmeno dire di aver ancora trovato del tutto quale sia la mia voce. È una ricerca che sembra non finire mai; non come la ricerca del Sacro Graal, in verità, ma una continua serie di aggiustamenti mentre l’essenza di ciò che sono continua senza fine a mutare.

Ma credo di aver trovato qualcosa che pare somigliare alla realtà, anche se è solo un’approssimazione. Condividerò alcuni dei miei pensieri, ma ricordate che non sono assolutamente in possesso della risposta corretta. Sto imparando, e spero che quello che imparo sia d’aiuto anche a voi. Questa pagina è stata scritta per gli scrittori, ma le idee sono le stesse per chiunque crei qualcosa.

Scrivete molto. Questo è praticamente tutto quello che ho bisogno di dire, visto che tutto il resto non serve senza la pratica. Scrivete post su un blog, lettere, libri, recensioni, poemi d’amore e storie brevi. La rande massa delle cose che scrivete diventa la materia prima dalla quale potrete cesellare la vostra voce.

Siate coraggiosi e sperimentate. Prendete i più grandi e i migliori. Imitateli e fateli vostri Provate e sbagliate.

Imparate ad ascoltarvi. La mia “voce scrivente” è la voce che ho nella testa. Non parlo ad alta voce da solo, ma parlo a me stesso, nella rumorosa caverna che è il mio cranio. Mi ascolto parlare, e la voce che sento è quella che provo a riprodurre quando scrivo. Il trucco è portare quella voce dalla testa alla tastiera. Non è facile ma, lo ripeto, fatelo spesso e imparerete a farlo bene. È un processo di riorganizzazione delle sinapsi, così che i vostri pensieri arrivino alle dita e prendano forma tramite bit e pixel. Molte persone non lo fanno tanto quanto basta a diventare brave, e il risultato è la bassa fedeltà.

Cercate il buono. Scriverete tantissimo, e la maggior parte di quello che scriverete sarà spazzatura. Ma ne avete bisogno per trovare quello che c’è di buono in mezzo. Fate ordine fra le schifezze per riconoscere il buono; andate a sensazione, senza criteri logici. Il buono ha quasi lo stesso aspetto di tutto il resto.

Cercate la chiarezza. Avere le idee chiare porta a scrivere bene. Se fate pensieri contorti, lo sarà anche quello che scrivete. Vi raccomanderei un corso di logica, ma mi sono reso conto che è più che altro una questione di semplificare. Fate pratica nell’eliminare idee e parole superflue finché avrete solo quello che serve per esprimere un semplice pensiero.

Eliminate il rumore. È un processo di sottrazione più che di addizione. La maggior parte della gente finisce per avere troppe parole perché non toglie niente. Il rumore va a pari con la vostra voce, quindi toglietelo, finché vi rimane solo il buono. Io riesco a sottrarre già quando penso, ma ci sono voluti anni di pratica. Dopo che avete scritto qualcosa, correggete ed eliminate il rumore. Molte persone hanno anche troppo rumore nelle loro vite, che impedisce loro di sentire i propri pensieri. Attorno a loro succedono troppe cose, e non hanno tempo per la solitudine. È impossibile ascoltare i propri pensieri e la propria voce senza solitudine. Togliete il rumore anche dalle vostre vite.

Usate la vostra voce. Non vi imbarcate alla ricerca della vostra voce solo per motivi estetici: sarebbe un nobile intento, ma non è abbastanza.

Dovete usare la vostra voce. Usatela per esprimervi, per cambiare gli altri, per cambiare il mondo.

Io parlo di semplicità in un mondo inutilmente complicato.

Io scrivo di minimalismo per fermare l’ondata di consumismo.

Io scrivo di appagamento perché troppa gente sente che gli manca qualcosa.

Io scrivo di veganesimo perché il mio cuore si spezza davanti alla crudeltà del nostro sistema alimentare.

Io scrivo di educare i figli a casa per dimostrare ai bambini che non hanno bisogno di altri insegnanti che non loro stessi.

Io scrivo di anarchismo in un mondo troppo totalitario, specialmente nel crescente settore privato.

Ecco come uso la mia voce. E voi come userete la vostra?

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