16 consigli essenziali per viaggiare con la famiglia

Viaggiare con la famiglia è tutta un’altra storia rispetto a viaggiare da soli o in coppia: ho fatto entrambe le cose più e più volte, e sembrano due esperienze completamente separate.

Non tutti i vagabondi hanno perso la via ~ J.R.R. Tolkien

Io ed Eva siamo appena tornati da un viaggio di 3 settimane nell’Europa del sud con cinque dei nostri figli. È stata un’avventura passare per sei grandi città viaggiando a piedi o in treno parlando solo brandelli di tre lingue diverse, esplorando città e coste per tutto il giorno, immersi nel sole, nella storia e nel vino.

Ci è piaciuto da matti. Abbiamo sfiancato i ragazzi ma siamo tornati a casa più maturi, più abbronzati e arricchiti per aver visto un po’ di mondo in più e la sua gente.

Questo post non sarà un resoconto del viaggio, ma servirà per condividere qualcosa che ho imparato viaggiando con la famiglia, con la speranza che possa aiutare altre famiglie in viaggio.

Ecco alcune delle cose che ho imparato:

  • Viaggiate leggeri. Viaggiare per molte città significa portarsi dietro per giorni la propria roba. Ognuno di noi aveva uno zaino (il mio era da 16 litri) con un cambio di vestiti, un libro e il necessario per il bagno. Nello specifico: una maglietta, un paio di pantaloncini, 2 paia di boxer, 2 paia di calzini, un libro, deodorante, rasoio spazzolino, Macbook Air da 11 pollici. Tutto questo richiede pochissimo spazio e pesa pochissimo. Oltre a questo, avevo addosso jeans, maglietta, intimo, calzini e scarpe sportive. C’era una gran differenza fra noi, con i nostri zainetti, e tutti gli altri con i trolley con ruote, valigie enormi e altre cose pesantissime che si portavano dietro.
  • Affittate appartamenti. Noi evitiamo gli hotel, che ci obbligherebbero a prendere diverse stanze. Costa meno affittare un appartamento, che di solito ha una cucina, una lavatrice/asciugatrice e un salotto. Ci si sta anche molto meglio! Prendiamo in affitto un appartamento in ognuna delle città che visitiamo e cerchiamo che siano in centro, così da poter muoverci a piedi e tornare alla base per riposare, se necessario.
  • Camminate dappertutto. Il modo migliore per esplorare un luogo è a piedi, non in macchina o in un bus turistico. A piedi fate meno strada ma potete star certi che per visitare un luogo dovete andarci a piedi. Seguono le biciclette, che però non sono pensabili per una grande famiglia. Noi ci siamo dotati di buone scarpe per camminare e, camminando nelle aree vicino a casa, ci siamo tenuti in forma. È bellissimo camminare in strade tortuose medioevali, fermarsi e bere da qualche fontana antica, farsi un croissant o un gelato quando si vuole, fermarsi in qualche negozietto e vedere tutto da vicino. Ed è anche un buon allenamento. Quando siamo in una nuova città impariamo anche a usare i trasporti pubblici, così da poter arrivare in zone più lontane e camminare in giro una volta arrivati là.
  • Perdetevi. Non conoscerete un posto fino a quando non vi ci sarete persi. Di solito viaggio con una cartina così da sapere dove siamo e cerco di orientarmi, ma mi piace anche dimenticare la mappa e perdermi, cercando di ritrovarmi esplorando. Perdendosi si possono anche scoprire le cose più inaspettate. Vagate, esplorate, scoprite e lasciatevi stupire.
  • Il gelato rende i ragazzi felici. I ragazzi si stancano camminando e si annoiano nei siti storici e nei musei. Ma, se gli prendete un gelato ogni pomeriggio, si riprenderanno e vedrete apparire sorrisi dal nulla. Dopo aver provato un po’ di gusti nei primi giorni a Roma, ho scoperto che è stato un male non aver sempre preso il gelato al cioccolato. Quindi mi sono imposto una regola: prendere sempre il gelato al cioccolato. Non me ne sono mai pentito per il resto del viaggio.
  • Utilizzate il viaggio come un corso di lingue. Sapendo che saremmo andati in Italia, Francia e Spagna, abbiamo imparato un po’ di queste tre lingue prima di partire. I ragazzi si sono divertiti imparando a dire “ciao”, “grazie” e “dov’è il bagno”, fra le tante frasi. Alla fine non parlavamo granché bene, ma credo che abbiamo imparato qualcosa su lingue e e culture, un ottimo punto di partenza. Non c’è modo migliore di imparare una lingua che visitare lo stato dove la si parla.
  • Chiedete consigli alle persone del luogo. Le guide e internet sono meravigliosi, ma i consigli migliori arrivano dalla gente del luogo. Prima di partire ho chiesto consigli alle persone del luogo (via Google+) e ho fatto una lista. Mentre eravamo in ogni città ho chiesto anche alla gente che incontravo, e grazie a loro abbiamo scoperto cose deliziose.
  • Evitate le trappole per turisti. Abbiamo cercato di evitare i luoghi più turistici, anche se ovviamente è impossibile non vedere il Colosseo a Roma o il Duomo a Firenze. Ma, se andate in luoghi turistici, evitate negozi e ristoranti: sono cari, di bassa qualità e propongono cose adatte ai turisti, non locali. Passeggiate per 5-10 minuti e trovate qualcosa di migliore.
  • Trovate qualcosa per tenere occupati i ragazzi sul treno. Non mi danno fastidio i viaggi in treno, ma i ragazzi si annoiano. Quindi ognuno di loro si è portato l’iPod o una console portatile per giocare, ascoltare musica o guardare un film. Non è quello che preferisco che facciano, ma è meglio quello che un continuo lamentarsi per la noia.
  • Le pennichelle fanno bene! Di solito esploriamo la mattina e torniamo dopo il pranzo per un riposino. I ragazzi si stancano a camminare sotto al sole, e noi anche. Un’oretta di sonno (o tre se sentite ancora i postumi del jet lag) è ottima, e di solito usciamo quando la giornata inizia a rinfrescarsi.
  • Compratevi gli alimentari. Noi compriamo cereali, yogurt e frutta per la colazione, assieme a caffè e qualcosa per la cena e per qualche spuntino. Questo ci permette di risparmiare, mangiare un po’ più sano una o due volte al giorno e rilassarci a casa di mattina e durante i break del pomeriggio. È uno dei vantaggi dell’avere un appartamento.
  • Un giorno o due non bastano per una visita. Mi sono reso conto che 4-5 giorni sono un numero adatto. In un giorno o due non farete che correre nei luoghi più importanti senza un attimo di relax; se invece non volete correre, in un giorno o due vedrete solo alcune parti di una città. Se non avete bambini con voi, potete fermarvi anche una o due settimane, ma se li avete vi raccomando una via di mezzo di 4 o 5 giorni.
  • Lezioni di storia interessanti. Viaggiare fa sì che la storia prenda vita. Di solito faccio un po’ di ricerche e poi racconto ai ragazzi le storie dei luoghi che visitiamo. A volte la cosa li annoia, quindi è spesso il caso di rendere il tutto più interessante con storie di guerra, storie d’amore, pirati e morti tragiche. Non vi sto dicendo di inventarvi cose (ma se lo fate non lo dirò a nessuno!), ma cercate, nella storia, anche qualcosa che sappia interessare i più giovani.
  • Fate qualche giorno di relax. Esplorare le città a piedi è bellissimo, ma a volte serve fare un break più lungo di un semplice riposino pomeridiano. Abbiamo così optato per qualche giorno in cui poltrire in spiaggia o nei parchi invece di fare i turisti: un ottimo modo per ricaricare le batterie.
  • Il vino rende tutto più rilassante. A volte io ed Eva beviamo un po’ di vino durante i pranzi, molto spesso durante le cene. Ci rilassa, dovendo gestire 5 giovani per strade che non conosciamo, usando lingue che non sono la nostra. Sorridiamo di più. Inoltre, il vino rosso è salutare.
  • È una grandiosa avventura! Qualcosa andrà storto. Non solo vi perderete, ma perderete qualcosa, arriverete tardi alla partenza di un treno, troverete chiusi i posti dove volevate andare. Potete fare i piani più minuziosi, ma la verità è che non potete controllare tutto quello che succederà. La vita ha i suoi piani. La chiave è sorridere, accettare le cose per quello che sono e vedere tutto come parte di una grande avventura. Ed è proprio questa la filosofia che dovreste trasmettere ai figli, anche prima di viaggiare, per rendere la loro esperienza più piacevole.

Piani di viaggio bizzarri sono le lezioni di ballo di Dio. ~ Kurt Vonnegut

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