Stop alla produttività

Per almeno un paio d’anni Zen Habits è stato uno dei più importanti blog sulla produttività, dispensando consigli in cambio di una cifra simbolica (il vostro tempo per leggerle).

Mi piace pensare di aver aiutato parecchie persone ad avvicinarsi ai propri sogni, ma oggi il mio consiglio è diverso: gettate via i consigli sulla produttività.

Molti di quei consigli sono stati dati con tutte le migliori intenzioni, ma sono sbagliati per un semplice motivo: sono pensati per aumentare al massimo la produttività di ogni giorno invece di rendere i giorni migliori.

Immaginate, invece di produrre tantissimo, di dare più spazio a quello che davvero è importante. Immaginate di lavorare più lentamente invece che di corsa, godendovi il lavoro. Immaginate un mondo dove contano di più le persone dei profitti.

Se almeno uno di questi scenari vi incuriosisce, diamo un’occhiata ad alcuni consigli tipici legati alla produttività e cerchiamo di capire perché ho deciso di dire basta.

  1. Organizzatevi. Non sembra male, ma riorganizzarsi è come riordinare le sedie sul ponte del Titanic. Non serve a impedire che la nave affondi. Provate invece a a semplificare. Se sulla scrivania avete solo 5 cose, non avete bisogno di sistemarle. Se avete un cassetto con solo una manciata di vestiti, non serve metterlo in ordine. Se le vostre giornate hanno solo uno o due appuntamenti non c’è bisogno di tenere un’agenda dettagliata. Semplificare significa fare delle scelte su cosa è davvero importante, piuttosto di fare finta di niente e cercare di condensare tutto all’interno di una giornata.
  2. Tenete una lista di idee. Il concetto è: ogni volta che avete un’idea, annotatevela così da non perderne alcuna, tenendo una lista sulla quale potrete tornare in un secondo momento. Non male, no? Tranne per il fatto che, in pratica, nella lista non entreranno mai le idee migliori, e questo perché, ogni volta che avete una bellissima idea, l’entusiasmo è tale da farvi venire voglia di lavorarci subito. Le idee migliori sono quelle che non potete lasciare ferme fino al giorno successivo, ed è così che sapete riconoscere un’idea da una grande idea. Le idee che vanno in una lista non sono le migliori.
  3. Impostatevi degli obiettivi. Cinque anni fa avevo una lunga lista di obiettivi ogni anno e riuscivo a realizzarne una buona parte (più di metà, almeno). Poi ho provato con tre obiettivi per anno, sui quali mi concentravo ancora di più. Poi sono passato a uno, ed è stato fantastico, perché mi ha aiutato a concentrarmi su qualsiasi cosa stessi facendo. Adesso non mi pongo più obiettivi, ed è la cosa migliore. Lascio perdere i pensieri sul futuro e mi concentro su cosa mi ispira e mi entusiasma nel presente. Riesco a fare molte più cose e, non perdendo più tempo a organizzare i miei obiettivi (e ne ho perso più di quello che possiate pensare), la mia energia mentale è libera di fare quello che voglio fare. Magari per voi non avere obiettivi è troppo, provate invece con uno, due o tre.
  4. Tenere traccia di qualsiasi cosa. Se vuoi cambiare qualcosa devi valutarlo, corretto? Se vuoi risultati in breve tempo devi tracciare i progressi. Tranne per il fatto che sono tutte sciocchezze. Perché, in primo luogo, volete risultati in tempi rapidi? E chi ha detto che bisogna valutare qualcosa per poterlo cambiare? Ho avuto risultati migliori e più significativi quando non ho tenuto traccia dei progressi, impegnato solo a godermi quello che stavo facendo. Ad esempio, se mi concentro sul godermi una corsa vorrò correre più spesso, facendola diventare un’abitudine che durerà più a lungo. Se mi concentro a tenere tracciati i dati della corsa (distanza percorsa, velocità, consumo massimo di ossigeno, pause e via dicendo), sposto il focus dall’attività al risultato. Se siete così focalizzati sui risultati, l’attività diventa solo un mezzo. Diventerà quindi meno divertente e meno sostenibile nel lungo periodo. Cercare il piacere della corsa invece di tenere traccia dei risultati mi ha permesso di rimettermi in forma come non mai. Faccio crescere di più il sito da quando guardo meno le statistiche e, invece, mi godo la scrittura. Alla fine, non tenere traccia è meglio.
  5. Siate produttivi quando state aspettando. Lo fanno in tantissimi: vi portate il portatile, il tablet o carta e penna per lavorare mentre aspettate dal dottore, in treno o nel traffico. In realtà non c’è niente di sbagliato, tranne la filosofia che ci sta dietro: ogni secondo deve essere utilizzato per lavorare, altrimenti è sprecato. Rimanere seduti in una sala d’attesa, senza fare niente se non stare in silenzio e guardare le altre persone, è un modo bellissimo per passare il tempo. Tanto quanto leggere un libro in treno o fare un pisolino. Stare in coda all’ufficio postale e ascoltare quello che dicono gli altri o conversare con qualcuno probabilmente è più importante di lavorare o leggere documenti legati al lavoro. La vita non è fatta di solo lavoro e la produttività non è tutto. Provate invece a essere meno produttivi.
  6. Tenete una dettagliata lista delle cose da fare. Agli albori di Zen Habits, nel 2007, era esattamente quello che facevo: tenevo liste di cose da fare per casa, lavoro, telefonate, impegni, cose da fare in futuro e via dicendo. Alla fine è diventato quasi un lavoro e, invece di organizzare, ho semplificato. Adesso mi concentro su una o due cose da fare in un giorno e, se le faccio tutte, la mia giornata è perfetta. Tutto il resto che riesco a fare durante una giornata è grasso che cola. E le liste prendono polvere, che risulta essere una cosa produttiva per loro!
  7. Lavorate fino a esplodere, ma con pause frequenti. Lavorare duro per 10 minuti e farne 5 di pausa! O magari 12 e 3? O 30 di lavoro e 10 di pausa? Il numero esatto dipende dalla vostra produttività, ma nel concreto tutti perdono di senso: non dovete obbligarvi a lavorare duro su qualcosa che non vi piace e poi prendervi una pausa come ricompensa per aver fatto qualcosa che non volevate. Dovreste lavorare alle cose che vi piacciono per non vedere l’ora di farle, e le pause diventano un momento in cui potete godervi qualcos’altro (una passeggiata, un libro, una conversazione con un amico). La vita vissuta fra picchi di lavoro e pause è spaventosa. La vita passata a fare sempre qualcosa che vi piace è arte.
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