Sedersi e guardare

Vi siete mai sentiti come se viveste di fretta, così presi dagli impegni che la vita vi scorre via quasi senza che lo notiate?

A me succede spesso.

L’antidoto è semplice: sedersi e guardare.

Non importa cosa succede o da che parte tira il vento; io sto seduto qui e guardo il fiume che scorre. ~ Bob Dylan

Prendetevi un attimo fra gli impegni della vita e sedetevi a parlare con me. Prendetevi un momento immaginando di essere nel mezzo del traffico: guidate, stressati dal traffico, cercando di arrivare in tempo da qualche parte, arrabbiati con gli altri guidatori che sono rudi o idioti, concentrati solo a trovare una via d’uscita da questa giungla di metallo con un nastro di asfalto. Adesso che siete arrivati a destinazione, hey, ce l’avete fatta, grandioso, siete solo qualche minuto in ritardo, ma avete notato tutto quello che vi è passato di fianco lungo la strada? Avete parlato con qualcuna delle altre persone lungo il tragitto? Vi è piaciuto il giro che avete fatto?

No, probabilmente no. Eravate così presi dall’arrivare, così concentrati sulla guida e stressati dal traffico che non avete avuto il tempo di notare tutto quello che vi circondava, la gente o il viaggio. E questo è esattamente quello che facciamo con la nostra vita.

Ora, immaginate di avere accostato ed essere scesi dalla macchina, trovando un posticino a sedere sull’erba. E immaginate di aver guardato le altre macchine rombare via, l’erba mossa dal vento, gli stormi di uccelli in cielo e le nuvole che, pigre, vi guardavano le spalle.

Sedersi e guardare.

È una cosa che non facciamo, perché è inutile fare qualcosa che non è produttivo, che non migliora le nostre vite. Ma, come ha scritto Alan Watts in La via dello Zen:

Così come l’acqua fangosa diventa limpida se la si lascia stare, si può affermare che coloro che rimangono seduti tranquilli a non fare niente stiano dando il miglior contributo possibile a un mondo già troppo in subbuglio.

È anche interessante quello che guardiamo mentre siamo seduti a osservare. Noteremo come gli altri siano di fretta, preoccupati, arrabbiati, e in loro vedremo riflessi noi stessi. Noteremo i bambini che ridono (o piangono) con i loro genitori e ci ricorderemo quello che ci perdiamo quando, pensando di migliorare la nostra vita, andiamo di corsa.

Ed è ancora più interessante cosa vedete rimanendo seduti e guardando voi stessi. Imparate a osservarvi. Vedete i vostri pensieri e imparate cose di voi stessi che non avreste mai imparato se foste sempre stati di corsa. Vedete i vostri dubbi e vi chiedete da dove vengano (un brutto episodio quando eravate bambini, forse?) e se siete intelligenti abbastanza da passarci sopra. Vedete le vostre razionalizzazioni, rendendovi conto che sono stupidate, imparando a passare sopra anche a loro. Vedete le vostre paure, rendendovi conto di quanto vi opprimano e che, sedendovi e osservandole, potete renderle innocue.

Sedersi e guardare, per arrivare a conoscere voi stessi.

Tramite il semplice sedersi e guardare imparate lezioni preziosissime sulla vostra vita.

E, come ci insegna la fisica con l’effetto dell’osservatore, guardando cambiamo quello che guardiamo.

Prendetevi qualche minuto, oggi, per sedervi e guardare. Potrebbe cambiare la vostra vita.

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