I rituali per la concentrazione, per la salute e per la lentezza

Mentre scrivo queste parole, sono seduto con una tazza di matcha, un tè giapponese utilizzato nelle cerimonie tradizionali, e mi godo la tranquillità delle prime ore del mattino.

Il tè, per me, è una forma di meditazione, un modo di essere presente e di migliorare le mie capacità di attenzione. È un mezzo per la lentezza, per assaporarsi la vita.

E, per me, è anche un modo per concentrarmi. Trovo che, se ho problemi a concentrarmi su qualcosa, fare una pausa e prepararmi del tè è un ottimo modo per ritrovare la concentrazione. Ho scritto le mie cose migliori con l’aiuto di una tazza di tè.

Non sono un esperto di tè, quindi questa guida non vi insegnerà a fare il tè perfetto o come scegliere fra i vari tipi di tè. Se comparato ai maestri, farei una serie di errori da principiante. E questo mi va bene, visto che il mio scopo è solo quello di condividere alcuni rituali che uso per concentrarmi, per rallentare e per la mia salute.

Tutti questi tre rituali mi aiutano a concentrarmi, a rallentare e a stare meglio. Do loro nomi diversi solo per mostrarvi come ne faccio uso, anche se potete tranquillamente usarne uno al posto dell’altro.

Il rituale della concentrazione

Quando ho bisogno di portare a termine del lavoro importante, di solito mi prendo qualche minuto per farmi un tè. È un piccolo rituale che mi ricorda che è il momento di lasciare da parte tutte le distrazioni (sì, ne ho parecchie!) ed eliminare tutto tranne quello su cui mi devo concentrare.

Scaldo un po’ d’acqua in un bollitore. Ho usato sia quelli elettrici sia quelli metallici. Quelli elettrici fanno la stessa cosa degli altri, ma in maniera meno tradizionale. Il tè viene meglio con l’acqua filtrata ma a casa mia l’acqua è così pura che non me ne preoccupo.

Metto un paio di cucchiaiate di tè verde nell’acqua nella tazza: ne uso una rustica, perché mi piace sentire il materiale ruvido sotto le dita mentre bevo.

Riempio metà tazza d’acqua e uso un cucchiaino di bamboo per mescolare fino a quando sull’acqua si forma una schiuma verde chiaro.

Sciacquo il mestolo e il cucchiaino e li metto via. Assaporo il profumo del tè e il suo bellissimo colore.

Tolgo dalla mia scrivania tutto quello che non mi serve per scrivere. Chiudo il browser e i programmi che non mi servono, spengo tutti gli altri dispositivi.

Bevo un sorso di tè verde godendomi la sua corposità, quel po’ di amaro (di solito la gente lo bilancia con dei dolcetti giapponesi o con dei crackers), il retrogusto dolciastro e quel po’ di residuo che mi lascia sulla lingua.

Mi siedo, respiro, scrivo. Poi ne bevo un altro sorso e ripeto il tutto.

Il rituale della lentezza

La vita moderna tende a diventare frenetica: si passa da un appuntamento al successivo, da un’email all’altra, cosa che rende i nostri giorni confusi. Trovo che il tè sia l’aiuto che mi serve per rallentare, per tornare al ritmo naturale della vita.

Nel pomeriggio, quando tutto inizia a farsi frenetico, faccio una pausa. Metto un po’ di foglie di tè (sencha od oolong) in una piccola teiera mentre scaldo l’acqua. Mi prendo un momento per osservare le foglie, raccolte a mano in piccole coltivazioni del Giappone o di Taiwan e ne respiro la fragranza.

Verso una tazza d’acqua nella teiera, ascoltando il mio respiro mentre il tè rimane in infusione per circa 30 secondi (mi piace leggero, non amaro). Osservare il proprio respiro è una piccola meditazione, come il resto del rituale.

Verso il tè in una piccola tazza, grande metà di un pugno. Mi gusto il colore, la consistenza, il profumo e cerco di distinguere gli aromi (anche se non sono bravissimo a farlo).

Poi ne bevo un sorso. Il primo è una rivelazione, mentre il mondo scompare e la delicatezza del tè mi colpisce la lingua, riempiendomi la bocca con il suo gusto caldo e con i sapori che hanno origine nella terra, a migliaia di chilometri di distanza, in un Paese che lo prepara da mille, forse duemila anni.

Il tè non è forte, è delicato. È acqua, con solo un po’ di essenza di foglie infuse nel liquido, aromi così timidi che devo fare attenzione per notarli tutti.

È un momento sospeso, rallentato dall’esitazione della mia attenzione che smette di perdersi e inizia a godersi l’immobilità.

Il rituale della salute

La mia vita è dominata da quattro liquidi: acqua, caffè, fino e tè. Ognuno ha i suoi benefici in termini di salute, ma di sicuro il tè è una spanna sopra agli altri.

Bevo acqua durante tutto il giorno, ed è il liquido principale della mia vita. Il caffè è un’esperienza condivisa con mia moglie Eva, e segna l’inizio di una buona giornata. Il vino è il rituale per rilassarsi, e indica che la giornata è andata bene.

Il tè è un simbolo di lentezza e concentrazione che uso nel mezzo di una giornata. Lo uso anche per tenere a bada quel po’ di fame che ogni tanto sorge e mi spingerebbe a mangiare snack non salutari. Uso il tè per fare felice il palato, così che non gli venga voglia di dolci, snack salati o grassi.

Così, fra pranzo e cena, spesso mi faccio un tè. Potrebbe essere una tazza di matcha o un tè in foglia messo ripetutamente in infusione mentre lavoro. È qualcosa di leggero che rende migliori le mie giornate.

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