Pianificazione eccessiva


Abbiamo tutti qualcosa, nella mente, che ci rende eccessivamente ottimisti. Pensiamo di poter fare moltissime cose ogni giorno, e finiamo per pianificare troppo, ignorando tutte le volte in cui, in passato, non siamo riusciti a fare quello che avevamo pianificato. Siamo tutti vittime della pianificazione eccessiva.

Ma questa volta no, pensiamo, questa volta sarà diverso, e siamo convinti che, anche se in passato non ce l’abbiamo fatta, questa volta sarà quella giusta! Che questa volta andrà meglio. Questa volta saremo disciplinati e produttivi, e ce la faremo.

Ottimo piano, poi fatemi sapere come funziona.

Vi svelo un segreto: con me non funziona mai. Ecco un esempio recente.

Cosa ho imparato durante le vacanze

Di recente, la mia famiglia ed io ci siamo concessi una breve vacanza di quattro giorni nella soleggiata San Diego. Come sempre, sono partito con un sacco di obiettivi e aspettative (non riesco a farci niente):

  • Ho comprato un libro (La regina dei castelli di carta) pensando di finirlo in poco più di 4 giorni di vacanza, una media di circa 150 pagine al giorno. Nessun problema!
  • Ho portato un DVD di yoga, pensando di fare yoga ogni mattina mentre i bambini dormivano.
  • Ho pensato che sarei riuscito a correre sulla spiaggia ogni mattina, visto che eravamo vicinissimi al mare.
  • Avevo anche un sacco di lavoro che pensavo di riuscire a fare.
  • E, naturalmente, avevamo in programma di girare a piedi per San Diego tutto il giorno, stare in spiaggia per ore e mangiare in molti ristoranti.

Cosa sono riuscito a fare? Ho letto bel po’, ma solo circa metà del libro. Non ho nemmeno aperto l’involucro di plastica dei DVD di yoga. Non ho praticamente lavorato. Ho corso per forse 10 minuti in spiaggia una sola volta. Abbiamo camminato, esplorato e mangiato molto, e abbiamo trascorso un bel po’ di tempo in spiaggia, ma poco altro.

Ho pianificato troppo. Ero troppo ottimista, con molti obiettivi e aspettative. Ormai da un po’ di tempo non mi pongo obiettivi, ma le vecchie abitudini tornano spesso.

Evitare la pianificazione eccessiva nella nella vita reale

Molti viaggiatori esperti sanno che ho fatto un errore basilare: la pianificazione eccessiva è comune, e i migliori viaggiatori sono quelli che pianificano molto poco ogni viaggio. Lo so, e di solito è quello che faccio. Credo che tutto quello che ho pianificato fosse qualcosa dettato dal subconscio, e che la mia mente abbia impostato tali obiettivi quasi senza che me ne rendessi conto. È stato a circa metà del viaggio che mi sono accorto di avere aspettative troppo alte per me stesso e per il viaggio, e che avevo impostato degli obiettivi senza rendermene conto.

Chi viaggia sa che sarebbe opportuno viaggiare senza obiettivi e senza troppi piani….. ma che dire del resto della vita? La maggior parte delle persone che viaggiano con pochi piani e obiettivi non applicano questa saggia regola nella vita quotidiana.

Nella nostra vita personale e lavorativa quotidiana, ci sovraccarichiamo e pianifichiamo troppo. Siamo troppo ottimisti su ciò che possiamo fare, nonostante ci siamo già cascati in passato. Ci poniamo troppi obiettivi e abbiamo aspettative troppo elevate.

Ecco le cose che ho imparato dalla mia vacanza (e dagli ultimi due anni) che potrebbero aiutare con la pianificazione eccessiva e con il fissare obiettivi nella vita quotidiana:

  • Pianifica il minimo necessario. Questo non vuol dire di non pianificare, ma di farlo il meno possibile: in ogni caso, non riuscirai a fare la maggior parte di quello che pianifichi. Perché convincersi del contrario?
  • Impara ad agire in modo fluido. Se la tua giornata è per lo più aperta, come puoi riempirla? Con la flessibilità. Non hai piani o obiettivi, ma sai come scegliere le tue priorità in modo fluido, momento per momento. In questo momento, qual è la cosa che ti emoziona di più? Qual è la cosa più importante che puoi fare? Che cosa puoi fare che cambierà la tua vita? Questa è un’abilità che si impara con la pratica, ma pianificare in anticipo ciò che si dovrebbe fare non ha senso quando la situazione cambia costantemente.
  • Non stiamo percorrendo un sentiero, ma facendo surf in mare. La maggior parte delle persone considerano la definizione di un obiettivo come la scelta di una destinazione, e poi cercano un percorso per arrivarci. Questo presuppone di rimanere in un percorso che cambierà molto poco e, nonostante qualche ostacolo imprevisto, il terreno sarà stabile e la destinazione non cambierà. Non è affatto vero: la vita è più simile a un mare, che cambia continuamente senza percorsi o destinazioni fisse, con onde e correnti che cambiano in ogni momento. L’abilità finale, quindi, non è stabilire una destinazione (obiettivo) o un percorso (piano), ma fare surf. Nel surf, si prende qualsiasi onda che arriva, si impara a giudicare le onde mano a mano che arrivano, si impara a cavalcare l’onda che cambia e non c’è mai nulla di pianificato. Segui il flusso e cambia quello che fai a seconda di come cambia il flusso.
  • I piani potrebbero andare in pezzi, ma la vita ne trarrà giovamento. Nel mio viaggio, anche se quasi nulla è andato come previsto, ero felice. Abbiamo riempito i nostri giorni esplorando e provando cose nuove, e vivere in quel momento era più importante del lavoro, dello yoga o della lettura. La vita cambia le carte in tavola, ed è quando ci aggrappiamo a piani e obiettivi che diventiamo infelici o stressati; navigando su ogni onda che arriva saremo veramente felici, a prescindere da quello che succede.

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