L’abitudine più importante delle persone creative

La creatività è un argomento torbido e nebuloso che continua ad affascinarmi. Come funziona? Quali sono le abitudini delle persone creative che fanno avere loro tanto successo?

Ho riflettuto sulle mie abitudini creative, ma ho deciso di guardare quali sono le abitudini che gli altri reputano importanti per la propria creatività. Per farlo, ho preso quasi a caso una manciata di creativi: ce ne sono talmente tanti che scegliere i migliori sarebbe stato impossibile, quindi ho scelto quelli che ammiro, i primi che mi vengono in mente quando penso alla parola “creativo”.

Questa doveva essere una lista delle loro abitudini legate alla creatività ma, rivedendo le loro liste e le mie abitudini, mi sono reso conto che una spiccava sempre. E spicca anche se si vanno a vedere le abitudini e le citazioni dei grandi creativi della storia.

Sto parlando dell’abitudine più importante legata alla creatività.

Dopo aver letto l’abitudine numero 1, scorrete la pagina e leggete la numero 2: potrebbero sembrarvi in contrasto ma, dalla mia esperienza, non si può trovare la propria vena creativa finché non si riescono a bilanciare l’una con l’altra.

L’abitudine n.1 delle persone creative

Per essere aperto alla creatività, una persona deve avere la capacità di usare costruttivamente la solitudine, deve saper superare la paura di essere da solo. ~ Rollo May

In una parola: solitudine.

La creatività prospera nella solitudine. Nella calma potete sentire i vostri pensieri, potete arrivare al vostro profondo, potete concentrarvi. Ovviamente, ci sono molti modi di trovare questa solitudine. Sentiamo l’opinione di alcune delle persone con cui ho parlato o sulle quali ho fatto qualche ricerca.

Felicia Day

Attrice meravigliosa, nota per Dr. Horrible’s Sing-along Blog, Buffy l’ammazzavampiri e The Guild. Ero elettrizzato quando ha risposto alla mail nella quale le chiedevo informazioni sulle sue abitudini legate alla creatività. Una delle cose che mi ha detto è che si assicura di “essere creativa come prima cosa da fare durante la giornata, prima di fare qualsiasi cosa per il mondo esterno, cosa che dà l’inizio alla mia giornata. Mi fa capire che il mio lavoro è creare, non rispondere alle email.”

Ali Edwards

Autrice, designer e autorità nel campo dello scrapbooking. Sono stato onorato di ricevere una risposta anche da Ali. Uno dei suoi punti fissi non era esattamente la solitudine, ma qualcosa di collegato: “Non faccio niente. Ho l’abitudine di godermi il tempo in cui sto lontana dal mio lavoro creativo. Questi momenti mi servono per ricaricarmi e sono quelli in cui le mie responsabilità sono solo quelle di essere mamma, moglie e me stessa. Non fare niente mi ispira moltissimo perché è un modo di sintetizzare le cose importanti della mia vita e del mio lavoro. Quando torno al lavoro riesco a togliere di mezzo molto meglio le cose che non hanno importanza e concentrarmi sulle cose che voglio esprimere tramite la mia creatività”.

Chase Jarvis

Un premiato fotografo. Chase ha risposto con parecchie delle sue abitudini creative – leggetele alla fine del post. Ma ce n’è una che ho adorato: “Trovare la tranquillità. La creatività a volte mi inonda durante momenti di concentrazione o di follia lavorativa, ma più spesso vengo invaso dalla creatività quando ho del tempo libero fra le cose da fare. E, visto che la mia agenda è colma e tende a riempirsi se non le do un freno, tendo a ritagliarmi dei momenti solo per me. Rifletto e mi ricarico durante i momenti di vacanza, in aereo, e questi momenti sono focalizzati più che altro a pensare ai problemi creativi che voglio risolvere. Ecco perché mi ritaglio del tempo. Cerco spazio per la creatività. Intenzionalmente. L’esempio migliore di quello che voglio dire è un weekend passato nel bungalow della mia famiglia. È a un’ora e mezza d’auto da dove vivo. Ci sono pochissime distrazioni. Solo una spiaggia di sassi e un bungalow degli anni 60 con muri di legno e moquette ruvida. Ci vado per camminare, riposare, leggere. C’è una connessione a internet se mi serve rimanere connesso. Ma il concetto è tranquillità. Lasciate che ci sia spazio nel vostro cervello che la creatività possa riempire.”

Maciej Cegłowski

Pittore, programmatore, ottimo scrittore. Maciej è uno dei miei blogger preferiti, e ha risposto alla mia mail con la classica risposta breve che, per me, incarna un modo bellissimo di trovare la solitudine. Cosa ti aiuta nella tua creatività? Maciej ha risposto: “Correre in collina!”

Leo Babauta

Ok, non volevo parlare di me in questo post, ma ho pensato di condividere alcuni dei pensieri che ho espresso in precedenza.

L’arte migliore nasce nei momenti di solitudine, e per un valido motivo: solo quando siamo soli riusciamo a guardarci dentro e trovare la verità, la bellezza, l’anima. Alcuni dei maggiori filosofi camminavano da soli ogni giorno, ed era in quei momenti che facevano i loro pensieri più profondi.

I miei scritti migliori, e in generale le cose migliori che ho fatto, sono state create in solitudine.

Questi sono solo alcuni dei benefici che ho trovato nella solitudine:

  • il tempo per pensare
  • rimanendo da soli, possiamo conoscere noi stessi
  • affrontiamo i nostri demoni, e impariamo a conoscerli
  • lo spazio per creare
  • lo spazio per scaricarsi e trovare la pace
  • il tempo per riflettere su quello che abbiamo fatto, e da questo imparare
  • isolarci dalle influenze degli altri ci aiuta a trovare la nostra voce
  • la tranquillità ci aiuta ad apprezzare le piccole cose che solitamente si perdono nel marasma

La solitudine e i Grandi

Ci sono altri creativi che hanno creduto nella solitudine. Di seguito una lista, ma sappiate che ce ne sono molti altri.

Wolfgang Amadeus Mozart – compositore prolifico e influente. Ha composto più di 600 pezzi, alcuni dei quali ritenuti capolavori di musica sinfonica, da concerto, da camera, per piano, lirica e corale. È da sempre uno dei più popolari compositori del classicismo.
Mozart: “Quando sono me stesso, completamente da solo e di buon umore – ad esempio mentre viaggio in carrozza o cammino dopo un pasto o, ancora, di notte quando non riesco a dormire – è proprio in questi momenti che le mie idee scorrono in abbondanza.”

Albert Einstein – fisico teorico, filosofo e autore, ritenuto uno dei più influenti e noti scienziati e intellettuali di tutti i tempi. È spesso ritenuto il padre della fisica moderna.
Einstein: “Sebbene abbia un orario di lavoro regolare, mi prendo del tempo per far lunghe camminate in spiaggia così da poter ascoltare quello che succede all’interno della mia testa. Se il mio lavoro non sta procedendo bene, mi stendo per terra nel bel mezzo di una giornata lavorativa e guardo il soffitto mentre ascolto e visualizzo quello che accade nella mia immaginazione.”

Franz Kafka – uno degli scrittori più influenti del ventesimo secolo. Romanziere e autore di storie brevi, i cui lavori furono etichettati fra i più importanti del 20 secolo.
Kafka: “Dovete rimanere nella vostra stanza. Rimanete seduti al tavolo e ascoltate. Non dovete nemmeno ascoltare ma solo attendere, imparate semplicemente a essere tranquilli, immobili e solitari. Il mondo vi si mostrerà senza maschera. Non ha scelta: rotolerà estasiato ai vostri piedi.”

Nikola Tesla – inventore, uno dei più importanti contributori nel campo dell’elettricità, conosciuto principalmente per per gli sviluppi che ha portato nel campo dell’elettromagnetismo.
Tesla: “La mente è più fine e più attiva quando si è in isolamento e in solitudine. L’originalità prospera se è libera dalle influenze esterne che frenano la nostra mente creativa. Rimanete soli, questo è il segreto dell’invenzione: rimanete soli, è in questi momenti che nascono le idee.”

Joseph Haydn – austriaco, Haydn ha passato la maggior parte della propria carriera come musicista di corte per la ricca famiglia aristocratica degli Esterházy nella loro tenuta. Isolato da altri compositori e tendenze musicali fino quasi alla vecchiaia, era, come diceva, “obbligato a diventare originale”.

Johann Wolfgang von Goethe – Eclettico scrittore tedesco. I lavori di Goethe vanno dalla poesia al dramma, passando per la letteratura, la teologia, la filosofia e la scienza. La sua opera più importante, esaltata come uno dei punti più alti della letteratura mondiale, è il dramma in due parti Faust.
Goethe: “Una persona può essere istruita in società, ma è ispirata quando è da sola.”

Pablo Picasso – Pittore spagnolo noto per essere uno dei co-fondatori del movimento Cubista e per la varietà di stili che usa nei suoi lavori. I suoi risultati artistici l’hanno portato a essere famoso in tutto il mondo, rendendolo una delle figure più importante dell’arte del ventesimo secolo.
Picasso: “Senza solitudine non si può fare alcun lavoro importante.”

Carl Sandburg – Autore ed editore americano, noto per le sue poesie. Ha vinto tre premi Pulitzer, due per la poesia e uno per la biografia di Abraham Lincoln. H. L. Mencken l’ha definito “indubbiamente un Americano fino all’ultima cellula.”
Sandburg: “Una delle cose di cui l’America ha più bisogno è scoprire la solitudine creativa.”

Thomas Mann – Romanziere tedesco, autore di storie brevi, critico sociale, filantropo, saggista e insignito del premio Nobel nel 1929; conosciuto per la sua serie di romanzi simbolici e ironici.
Mann: “La solitudine fa crescere in noi l’originalità e la bellezza insolita e pericolosa – la poesia”.

L’abitudine al secondo posto

Per quanto possa sembrare contraddittorio, la seconda abitudine legata all’accrescimento della creatività è la collaborazione. Questa può avere diverse forme ma richiede sempre il connettersi con altre persone, l’esserne ispirato, il collaborare con loro.

Ma come possono solitudine e collaborazione stare insieme? Ovviamente devono arrivare in momenti diversi. La chiave è trovare l’equilibrio, ovviamente, cosa che richiede uno sforzo consapevole: alcuni momenti sono da riservare alla solitudine, altri alla collaborazione.

Perché entrambe sono importanti? Abbiamo bisogno dell’ispirazione dall’esterno, ma abbiamo bisogno di creazione dall’interno.

Un paio di persone a cui ho posto alcune domande sulla creatività hanno affermato di avere delle consuetudini che si rifanno a questo concetto:

Chase Jarvis: “Divorare cultura popolare. Assorbire il lavoro altrui mi ispira. E non parlo solo di musei. Divoro giornali, libri, street art, spettacoli, musica e via dicendo; sono tutte cose che mi fanno ragionare in maniera critica sul mondo. Avete capito come funziona: l’ispirazione arriva da qualsiasi cosa.”

Ali Edwards: “Collaborare. Il mio spirito creativo è interessato a documentare i dettagli di ogni momento delle nostre vite. Per farlo con tutto me stesso devo sempre essere coinvolto in qualcosa, interagendo con i miei figli, mio marito, la mia famiglia o gli amici. Se mi lascio trascinare da quello che succede e mi perdo il presente aspettando che arrivi qualcosa di più grande, mi perdo le bellezze del presente. La mia creatività richiede di collaborare e prestare ogni giorno attenzione ai dettagli.”

Altre abitudini legate alla creatività

Ci sono altre abitudini, ovviamente, che nutrono la creatività. Alcune di queste sono:

Felicia Day: “Nei momenti in cui sono più produttiva sono rigidissima con il mio programma. Faccio letteralmente una lista del tipo “un’ora di palestra”, “30 minuti di ricerche in internet” e “bere 3 bicchieri d’acqua”. Per qualche motivo una disciplina del genere crea un senso di controllo che altrimenti non avrei, da lavoratrice autonoma, e riesco a fare di più nelle ore che mi prendo per scrivere.”

Ali Edwards: “Prendo note. Sono una che prende tantissime note. Per me è essenziale scrivere tutte le idee che mi vengono in mente, altrimenti… puff, spariscono troppo velocemente appena mi metto a fare altro (cambiare pannolini, soffiare nasi, fare cose da mamma). Uso il telefono, il computer e una moleskine per annotare pensieri e idee.

Chase Jarvis ne ha altre:

  • Vivere ogni momento da creativo. Credo davvero nel fare sempre qualcosa di creativo. Per dirne una, faccio foto e video quasi ogni giorno. Non importa se ho la macchina fotografica. Uso l’iPhone ogni giorno. Fare foto tiene viva la mia creatività. Gioco con il cibo, disegno e scarabocchio!
  • Contenere le aspettative. Abituatevi a non giudicare voi stessi in base a quello che create. A volte sprizzate creatività. Grandioso. Altre volte proprio no. È dura, ogni tanto, quando vivete di arte perché siete pagati per essere produttivi, ma vi eviterete un bel po’ di pene se imparerete a essere meno duri con voi stessi quando la vostra vena creativa non dà il massimo.
  • Datevi una mossa! Quando mi rendo conto di essere in stallo, ho preso l’abitudine di andare all’avventura. Esco dagli schemi. Guido fino a casa passando per una strada diversa. Mi attivo e mi do una mossa.
  • Cercate di divertirvi. Fare quello che vi piace vi aiuta a essere più creativi. Trovate tempo e modo di divertirvi. Non si vive di solo pane.
  • Per finire, essere creativi significa vivere una vita creativa. Prevedete di averne una anche voi. Convincetevi di essere creativi. Prendete coscienza di esserlo. E fate sì che diventi la cosa più importante.

Per altri spunti sulla creatività, leggete la mia Piccola ma utile guida alla creatività.

La creatività è di massima un’arte legata alla solitudine. E un continuo sforzo da fare ancora più da soli. Per alcuni è una benedizione. Per altri una maledizione. In realtà è l’abilità di entrare in voi stessi e tirare fuori la vostra anima e le vostre idee. ~ Lou Dorfsman

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: