Come fallire nel creare delle abitudini

Prima di imparare a cambiare le mie abitudini, ero bloccato. Continuavo a provare a cambiare determinate abitudini – correre, mangiare sano, svegliarmi prima, non avere più debiti, smetterla di rimandare – e continuavo a fallire.

A dire la verità, ero proprio diventato molto bravo a fallire!

Guardandomi indietro, con il potere della retrospettiva, adesso so che ho fatto tutto nel modo sbagliato. Mi ero organizzato perfettamente per fallire: fallivo spesso e senza imparare niente, non imparando nient’altro che fallire di nuovo. Fallire era diventata la mia abitudine.

E, nonostante io sia un sostenitore dello sbagliare per capire velocemente come migliorare in qualcosa, se non si impara dai propri errori è tutto inutile. Con tale spirito, voglio condividere con voi quello che ho imparato dai miei fallimenti così che possiate raccogliere alcune informazioni.

Idee folli: la guida al “fate quello che volete”

Quando, più di cinque anni fa, ho scritto le prima parole di questo blog, non avevo idea di quanto mi avrebbero cambiato la vita.

Ricordo che non stavo facendo altro che riflettere sui cambiamenti della mia vita, condividendo un po’ di quello che avevo imparato con una manciata di amici. Pensavo che quel rumore di tasti sarebbe caduto nel vuoto, così com’era già successo a molti dei miei pensieri.

Non avrei mai immaginato che, un anno dopo, avrei avuto 26000 lettori (e 250000 persone abbonate al blog), che non avrei più avuto debiti, che avrei avuto il mio primo contratto di pubblicazione e che avrei serenamente rassegnato le dimissioni dal lavoro. Erano tutte cose al di fuori del regno delle possibilità.

E la cosa più importante è questa: escludiamo la possibilità di grandi cambiamenti perché non ci sembrano realistici. Per quasi vent’anni mi sono concentrato sul college e su un lavoro che a volte mi piaceva ma che spesso mi faceva paura. Iniziare il mio business personale, seguire i miei sogni, fare qualcosa che amavo? Idee folli.

Tutto quello che potete immaginare è reale ~ Pablo Picasso

E sono proprio idee folli quelle che vi darò oggi, nella speranza che almeno uno di voi riesca a espandere le proprie possibilità. Sì, è possibile: io l’ho fatto, tutto mentre facevo anche un lavoro a tempo pieno, scrivendo da freelance come lavoro secondario, con una moglie e sei figli. L’ho fatto, anche se non avrei mai osato nemmeno pesarci nei primi trent’anni della mia vita.

Perché tendiamo a pianificare troppo

C’è qualcosa della mia mente, e della mente di molta altra gente, che ci rende eccessivamente ottimisti. Pensiamo di poter fare moltissime cose ogni giorno, quindi pianifichiamo troppo. Ci saturiamo le giornate, convinti di poter fare tutto, ignorando l’evidenza che in passato non siamo riusciti a portare a termine tutti i piani che ci siamo fatti e che tutto non è andato come ce lo eravamo immaginato.

E crediamo che, sì, in passato abbiamo fallito, ma questa volta sarà tutto diverso. Questa volta lo faremo meglio. Questa volta saremo disciplinati e produttivi, riuscendo a fare di più.

Sì, è un piano eccellente. Lasciate che vi spieghi come funziona.

Suggerimento: per me non funziona. Mai. Eccovi un esempio recente.

Insegnare ai vostri figli a viaggiare leggeri

Io, Eva e i nostri cinque ragazzi (il sesto è al college) siamo appena tornati da un bellissimo viaggio di 4 giorni a San Diego e, invece di essere esausti dal viaggio stancante, siamo tornati con il sorriso sulle labbra. Tutto questo nonostante quattro giorni passati a camminare per ore a esplorare, a girare dappertutto, a costruire castelli di sabbia sulla spiaggia sotto al sole e a prendere treni e aerei.

Il nostro segreto erano i bagagli leggeri.

È già da un po’ che viaggio leggero. L’anno scorso ho fatto tre viaggi con un solo cambio di vestiti, un libro e un macBook Air da 11 pollici, il deodorante e lo spazzolino (3 giorni a Portlandd, un mese in Guam e 10 giorni a New York City).

Considero bellissimo il fatto che i nostri figli abbiano imparato a viaggiare leggeri. Ma come ci siamo arrivati?

Come meditare ogni giorno

L’abitudine di meditare è una delle cose più potenti che abbia mai imparato.

Sorprendentemente, è anche una delle più semplici da fare: potete farlo sempre, in ogni luogo, e vi porterà sempre benefici immediati.

Di quante altre cose potete dire lo stesso?

Mentre molte persone pensano alla meditazione come a qualcosa da dover fare con un insegnante, in un centro zen, può essere tanto semplice quanto portare l’attenzione al vostro respiro mentre siete seduti in macchina o in treno, al bar o in ufficio, mentre camminate o vi fate la doccia.

Se avete da fare, può richiedere anche uno o due minuti. Non avete scuse per non farlo, una volta che semplificate l’abitudine della meditazione.

Come sconfiggere lo stress

Lo confesso: di recente ho lasciato che lo stress mi sconfiggesse.

Lo so, alcuni di voi pensano che io sia perfetto e non cada mai vittima dello stress, soprattutto in virtù del fatto che ho scritto articoli sul rallentare e semplificare la vita.

Ma lo stress colpisce anche me, e a volte mi affatico più del dovuto. Non succede più molto spesso, ma succede. E questa settimana è stata uno di quei momenti.

Lo stress mi ha sconfitto… Ma state con me fino alla fine. Alla fine (attenzione: spoiler!), sono stato io a battere lui.

Una semplicissima guida per tenere un diario

Devo confessarlo: non sono mai stato bravo a tenere un diario. Fino a quest’anno.

È sempre stata una cosa che avrei voluto fare con regolarità, e negli anni ho provato a tenere diari in molte forme diverse. Ho “parti” di diario in vari quaderni o file ma, sebbene siano interessanti, sono più che altro un simbolo del fallimento dell’idea di tenere un diario.

Ma quest’anno è stato diverso. Ho iniziato il 3 gennaio e, da 3 mesi a questa parte, ho scritto qualcosa ogni giorno. Non è un granché, ma è sempre sei volte di più di quanto ho mai fatto prima, e a questo punto penso di continuare a farlo per qualche altro mese.

Cos’è cambiato? Ho stabilito qualche “trucco” per fare sì che tenere un diario sia semplice.

Un algoritmo in tre step per la felicità

Oggi condividerò un semplicissimo segreto che può migliorare all’istante le vostre giornate. Se vi sentite giù, vi può far sentire meglio per tutto il giorno.

È qualcosa che ho provato in prima persona, con ottimi risultati.

Sono tre step, e tutti possono farli. È un algoritmo che può essere ripetuto all’infinito, per tutto il giorno. Inizia con un semplice assunto: siamo esseri umani capaci di fare del bene, di amare, di provare dolore, di avere il cuore spezzato e di amare; esseri umani con brutte giornate, che sotto al nostro aspetto stanco vogliono solo un po’ di amore.

È basato sul fatto che diamo le altre persone per scontate, che le giudichiamo e che ci irritiamo con loro senza alcuna buona ragione, che ci aspettiamo che tutti ci rendano felici o, quantomeno, che si comportino come vorremmo che si comportassero – e, se non lo fanno, ci rovinano le giornate. Tutto questo è folle. Tutti vivono la propria vita non per fare piacere a noi o a seconda delle nostre aspettative; una volta che accettiamo tutto questo, possiamo essere felici.

Ed ecco infine i tre step. Ad alcuni potrebbero sembrare un po’ stupidi, ma quello che vi consiglio è di provare.

L’imprevedibile libertà e dolcezza del caos

Oggi voglio condividere un trucchetto legato alla produttività, all’organizzazione e alla progettazione che vi cambierà la vita. Porterà a qualche risultato imprevedibile ma, se vi ci avvicinate nel modo giusto, potrebbe portare ad alcune delle cose migliori della vostra vita assieme a libertà, gioia ed euforia.

Cos’è, quindi, questo trucco?

È una cosa semplice: lasciate che tutto accada. Perdete il controllo e fatevi guidare dalle forti correnti della vita. Lasciate ogni progetto e fate in modo di non sapere mai cosa accadrà. Lasciate la produttività e siate aperti a nuove idee, opportunità e creatività spontanea.

La Via del genitore tranquillo

Non c’è niente di migliore di essere un genitore senza stress.

Un lettore mi ha chiesto di condividere il mio pensiero sull’argomento, da padre di sei figli. E, sebbene io abbia imparato molto sull’essere padre e sul trovare la gioia nell’esserlo, so anche che l’idea di un genitore senza stress è un mito.

I genitori saranno sempre stressati: non dobbiamo avere a che fare solo con capricci, ginocchia sbucciate e rifiuti a mangiare qualsiasi cosa cuciniamo, ma ci preoccupiamo di potenziali incidenti, del fatto che possiamo rovinare i nostri figli, del fatto che i nostri figli possano trovare la felicità da adulti, provvedere a loro stessi e trovare l’amore.

… e amava tantissimo un ragazzo, più di quanto amasse se stessa. ~ Shel Silverstein, The Giving Tree

Detto ciò, ho imparato che possiamo comunque trovare la pace.

La pace non è un luogo senza stress, ma un luogo dove lo stress si gestisce senza lasciare che ci domini: lo si lascia fluire, si sorride, si respira e si abbraccia il proprio figlio.

Esiste la Via del genitore tranquillo, ma è qualcosa che non ho ancora imparato del tutto. Condividerò quello che ho imparato fino a oggi, precisando che non lo seguo sempre alla lettera e che, ogni giorno, faccio qualche errore; ho ancora molto da imparare e che non pretendo di avere tutte le risposte.