Da dove diavolo inizio?

Una delle domande più frequenti che ricevo dai lettori di Zen Habits che vogliono cambiare la propria vita è: “Da dove inizio?”

Rimettersi in forma, essere produttivi, alzarsi presto di mattina, imparare una lingua e molto altro… ci sono talmente tante abitudini da cambiare che spesso la gente è confusa, al punto di non riuscire a partire.

Lo so perché ci sono passato. A me, prima di imparare a cambiare abitudini, la confusione del dove partire dava due problemi: uno, provavo a fare troppe cose tutte assieme, perché volevo cambiare un sacco di cose, oppure – due – non ci provavo nemmeno, perché era troppo difficile venirci fuori.

Come l’ho risolta? Ne ho scelta una e sono partito.

Quello che vi raccomando è scegliere qualcosa che sia divertente e facile da fare. Una cosa qualsiasi. Non ha grande importanza quello che scegliete, perché alla fine lavorerete su tutto. Quello che importa è quanto difficile è il cambiamento: se è troppo difficile potreste fallire, scoraggiarvi e perdere fiducia. Se è semplice e divertente, probabilmente avrete successo e passerete alla prossima sfida.

Detto questo, guardandomi indietro, ho qualche suggerimento per iniziare.

La piccola guida per essere un grande papà

Ho la fortuna di avere sei figli meravigliosi e un’adorabile e fantastica moglie. Ma oggi, una pigra domenica mattina mentre la mia famiglia sta ancora dormendo e la luce inizia a permeare la casa, rifletto su com’è essere un grande papà.

Non solo un papà, un grande papà. È un traguardo che a volte, non sempre, raggiungo. Nei miei giorni migliori sono un grande papà!

Se siete curiosi di sapere quello che penso, come padre da 19 anni che è passato per innumerevoli notti insonni, ha risposto a valanghe di domande, ha cantato migliaia di filastrocche, ha letto centinaia di migliaia di parole nei libri per bambini, ecco quello che vi posso offrire.

Niente paura, è una guida molto semplice.

La capacità più importante da padroneggiare

Se siete come me, state sempre imparando cose nuove: giardinaggio, carpenteria, fare la pizza, lingue, sport e così via. Credo che sia una cosa bellissima e divertente!

Ma qual’è la più importante?

Si potrebbe aprire un dibattito. Penso che la compassione sia importante, tanto quando la consapevolezza. Sceglierei di sicuro queste due.

Ma, se dovessi sceglierne una, sarebbe questa: imparare a essere felici di se stessi.

Sembra semplicissimo e scontato. Sdolcinato e molto New Age! Sono d’accordo, ma continuo a difendere la mia scelta.

Perché? La risposta ha a che fare con come questa capacità può avere effetto su ogni altro aspetto della vostra vita. Se non siete felici di voi stessi o del vostro corpo diventate insicuri. Pensate di non essere bravi abbastanza. Avete paura di essere soli e abbandonati. Fate moltissime altre cose per compensare, e questo porta a dei problemi.

Molti dei problemi delle persone hanno origine proprio da questo: l’essere infelici di se stessi (spesso nel senso di essere infelici del proprio corpo). Vediamo perché, e poi analizziamo qualche idea per come padroneggiare questa abilità.

La sindrome del “monaco per tre giorni”

In passato, ma anche tutt’ora, mi capita spesso quello che i giapponesi chiamano la “sindrome del monaco per tre giorni”.

È molto comune: ci si ossessiona a qualcosa per un breve periodo, con massima dedizione, per poi smettere qualche giorno dopo.

Quante volte vi è successo? Siate onesti. Ci è capitato moltissime volte: con l’esercizio fisico, con un blog o un diario, cercando di imparare qualcosa di nuovo (come una lingua), con un nuovo hobby.

Questa sindrome vi fa concludere molto poco perché i picchi rapidi e intensi non sono abbastanza per creare cambiamenti significativi. Come fate a mettervi in forma se fate esercizio per una settimana e poi vi fermate? Come fate a imparare una lingua, a programmare, a scrivere, se ci lavorate solo qualche giorno ogni sei mesi?

Il gioco come attività quotidiana

Quando scrivo di assaporare ogni momento e di amare quello che fate, la gente spesso mi chiede: “E quando devi fare qualcosa che non ti piace?”

Non possiamo sempre fare quello che ci piace, giusto?

In verità sì. Dovete solo ricordarvi come si fa a essere bambini.

È un talento sapere come giocare. ~ Ralph Waldo Emerson

Certo, ci sono cose nel nostro quotidiano che consideriamo noiose: lavori di casa, commissioni, i lavori ripetitivi, essere in una riunione che ci farebbe voglia di prendere il tavolo a testate. Ma tutto questo è noioso perché abbiamo scelto di renderlo noioso.

Superare l’ansia del leggere online

Sono un grande fan del leggere online: lo posso fare anche per ore e ore al giorno. Ma con l’esplosione dei blog, dei magazine online e di altre fonti di informazioni, di siti di sviluppo personale, social media e altro, come si può gestire l’ansia che tutto questo crea?

Solitamente, l’ansia deriva da:

  • Cercare di rimanere aggiornati con tutte le fonti di informazioni e il numero spropositato di post che queste creano.
  • Cercare di mettersi in pari con una coda di lettura che potrebbe avere cose non lette risalenti a mesi o anni fa.
  • L’aver paura di perdersi qualche articolo importante.
  • Non essere sicuri di star leggendo i migliori siti e blog, o di star seguendo le persone più importanti su Facebook o Twitter.

E così via. Questa è una forma comune di ansia. Prendete un lettore, Eric, che di recente ha scritto:

È da un po’ che ho il problema con tutti i bellissimi siti e blog di sviluppo personale, e vorrei chiedere un suggerimento. Gli unici che seguo sono il tuo, quello di Scott Young, quello di Steve Aitchison e Lifehacker. Ne vorrei aggiungere altri ma anche solo con questi spesso faccio fatica a leggere tutti i bellissimi articoli che vengono postati. Ho più di 350 articoli in coda, il più vecchio dei quali è stato pubblicato 11 mesi fa!

Come si fa a gestire una situazione del genere?

Come essere appagati

Poco nella mia vita è stato così importante come imparare a essere appagato: con la mia vita, di dove sono, di quello che sto facendo, di quello che ho, delle persone che ho attorno, di come sono.

Questa piccola cosa ha il potere di cambiare tutto.

Vediamo com’ero prima di essere appagato:

  • Ero dipendente dal cibo spazzatura e dai fast food, sovrappeso e non in ottima salute.
  • Compravo d’impulso troppe cose, avevo troppo caos in casa e avevo debiti che mi facevano faticare ad arrivare al giorno dello stipendio.
  • Non ero felice di chi ero, volevo disperatamente cambiare, ho provato un migliaio di corsi e libri.
  • Ero sempre preoccupato di perdermi qualcosa di importante e volevo sempre stare facendo le cose fighissime che facevano gli altri.
  • Cambiavo sempre il modo di fare le cose perché mi sembrava che gli altri le facessero sempre meglio. Davo tutto me stesso per raggiungere gli obiettivi, convito che mi avrebbero reso la vita migliore.

Imparando a essere appagato, sono cambiato così

Tre semplici modi per trovare la concentrazione

Sono il primo ad ammettere di cadere vittima della trappola di Internet: una cosa meravigliosa che può riempire le vostre giornate di distrazioni, di un milione di piccole cose di poco conto, di interruzioni costanti dovute ai messaggi e agli aggiornamenti di stato.

Chi non cade vittima di tutto questo?

Stiamo sprecando le nostre vite.

Quindi come possiamo superare questo problema? Come facciamo a fare un uso migliore della bellezza di Internet (che mi ha dato la possibilità di fare quello che amo) senza soccombere al suo potere di distrazione? Questa è una domanda che, ovviamente, ha occupato le menti degli antichi, da Aristotele a Lao Tzu, che non sono riusciti a trovare una buona risposta.

La distrazione è l’unica cosa che ci consola delle nostre miserie, ed è essa stessa la più grande delle nostre miserie. ~ Blaise Pascal

Ma ecco le buone notizie: un modo c’è. Non è sempre facile ma io ce l’ho fatta e, se ce l’ho fatta io, potete farcela tutti.

Come vivere bene

Non sono ricco, né volo in giro per il mondo bevendo champagne con personaggi famosi in località esotiche, non ho una macchina sportiva, un SUV o uno yatch.

Nonostante questo, sono felice.

Più felice di alcuni anni fa, quando mangiavo cibi fritti e dolci, sentendomi male e fuori forma, quando guardavo la televisione, compravo un sacco di cose e facevo debiti, quando avevo un lavoro ben pagato e non avevo tempo per me o per i miei cari.

Come sono arrivato a essere come sono adesso? Tramite delle semplici cose. La verità è che non abbiamo bisogno di molto per vivere bene, ci serve solo il giusto atteggiamento.

Iniziate subito a vivere, e considerate ogni giorno come una nuova vita. ~ Seneca

Ecco cos’ho imparato sul vivere bene con poco

Imparare a imparare

Sono un insegnante e una persona che adora imparare, e sono entrambe cose che amo.

Sono un insegnante perché aiuto Eva con l’istruzione a casa dei nostri figli – Ok, è lei che fa la maggior parte del lavoro, ma io la aiuto comunque, soprattutto con la matematica ma anche con il resto. Insegno anche, tramite dei corsi online, come lavorare sulle proprie abitudini, a scrivere e a tenere un blog, la semplicità e altre cose divertenti.

Sono uno che impara da una vita e sto sempre studiando qualcosa, che sia come fare il pane, una lingua nuova, il vino, gli scacchi, scrivere o fare fitness.

Impariamo di più quando cerchiamo una risposta e non la troviamo che quando impariamo la risposta stessa. ~ Lloyd Alexander

Quelle che seguono sono due lezioni – che poi sono la stessa – che ho imparato a proposito dell’imparare, nate dagli anni passati a studiare e cercando di insegnare ad altra gente:

  • Quasi tutto quello che ho imparato, non l’ho imparato a scuola
  • Quasi tutto quello che i miei studenti (e figli) hanno imparato, l’hanno imparato da soli

Queste due lezioni (o una) hanno delle implicazioni legate all’imparare. Vediamone alcune, nella speranza che possiate trovarle utili.