Noi e il nostro disordine

Il disordine non è un problema facile da risolvere, a prescindere da quante volte posso dirti di sistemarlo e che è qualcosa di cui non hai bisogno.

Un libro non è solo un oggetto con stampate delle parole. Un contenitore di gioielli non è solo una scatola. I vestiti non sono solo protezione dal freddo. Ognuno di questi oggetti inanimati ha per ognuno di noi un significato molto più profondo: ci mettiamo dentro le nostre emozioni, ci affidiamo a questi oggetti per soddisfare le nostre esigenze.

Sono le nostre stampelle.

E queste stampelle ci fanno comodo, perché ci evitano di dover imparare a gestire i momento difficili. Facciamo affidamento su di esse fin dall’infanzia, e la nostra cultura le ha programmate dentro di noi. Quando cerco di farlo notare, qualcuno si arrabbia. È normale. La rabbia è una risposta appropriata: l’ho provata anch’io per lo stesso motivo.

Cosa devi fare quando scopri di avere queste stampelle? Non basta gettarle e pensare che sia abbastanza: devi trovare nuovi modi di affrontare le tue emozioni e il mondo che ti circonda. Cominciamo oggi?

I significati del disordine

Gli aspetti che seguono non sono validi per tutti, ma mi sono reso conto che sono molto comuni:

1. Sicurezza. Quando abbiamo un sacco di cose intorno a noi, ci sentiamo più sicuri. In qualche modo è come se potessimo sopravvivere all’inverno apocalittico, o almeno ad un terremoto o ad una recessione economica.

Nuova abitudine: Impara a combattere le paure con l’informazione. Qual è lo scenario peggiore? Cosa potresti fare in questo caso anche senza gli oggetti che ti circondano? Hai persone su cui puoi fare affidamento? Puoi imparare abilità che non richiedono disordine? Potresti vivere senza? Prova per un po’ e scoprilo.

2. Autoimmagine e autostima. Vestiti e gioielli, scarpe e borse fanno sì che le donne si sentano belle, attraenti e si sentano bene. Gli uomini si affidano a vestiti, gadget, cappelli e altri accessori, a volte armi, che li fanno sentire virili. L’acquisto di queste cose – lo shopping – è un’attività che ci riempie di autostima, o che almeno ci protegge dall’inadeguatezza.

Nuova abitudine: Impara che non servono oggetti esterni per essere attraenti o all’altezza di qualcosa. Sei già perfetto. Impara ad amarti come sei. La maggior parte delle persone non ti giudicano e, se lo fanno, non sono le persone giuste per te.

3. Ricordi e attaccamento al passato. Album fotografici, ricordi, regali di persone care, annuari e altri cimeli scolastici, souvenir, libri, trofei, targhe, foto incorniciate, a volte vestiti vecchi… questi e altri oggetti contengono emozioni e ricordi del passato. Rappresentano bei momenti, forse l’amore da parte di qualcuno di speciale, glorie passate, esperienze condivise. Ma questo è vivere nel passato e, sebbene sia importante, non è la tua vita.

Nuova abitudine: Impara a vivere nel presente. Lascia andare il passato, come un vecchio amico che è venuto a trovarti e che ora se ne è andato. Puoi tornare a trovarlo, ma non devi stabilirti a casa sua. Lasciagli vivere la sua vita, e tu vivi la tua. Non hai bisogno di oggetti che ti ricordino determinati fatto o momenti, perché questi oggetti non sono quei fatti né quei momenti. Quegli oggetti non sono l’amore che rappresentano. Vivi nuovi momenti.

4. Amore. L’ho già citato prima, ma in realtà merita uno spazio a parte. Gli oggetti che hanno un valore emotivo – spesso regali o qualcosa di simile – rappresentano l’amore della persona che ce li ha dati. Gli orecchini regalo di tuo marito, un lavoretto fatto a mano da tuo figlio, un libro da parte dei tuoi genitori. Ci aggrappiamo a loro e li usiamo per sentirci amati.

Nuova abitudine: Renditi conto che le cose non sono amore, e che l’amore è solo nelle persone. Piuttosto passa del tempo con quelle persone, se puoi, e non con le cose. Se la persona non c’è più, renditi conto che l’amore è in te, non nell’oggetto, e non hai bisogno di questa stampella per provare quell’amore.

5. Possibilità di miglioramento. Libri di auto-miglioramento non letti sugli scaffali, strumenti per costruire o fare qualcosa, attrezzi da ginnastica o vestiti per fare yoga, attrezzi da giardinaggio o per la cucina, una vecchia bici impolverata o scarpe da corsa… ci sono un sacco di oggetti che in realtà non usiamo ma speriamo di utilizzare, un giorno. Aggrapparsi a loro rappresenta la possibilità, in futuro, di essere migliori. Miglioreremo. Forse. Ma fintanto che ci aggrappiamo a quegli oggetti, quella speranza è viva.

Nuova abitudine: Elimina da te stesso ogni traccia di speranza. Scherzo! Ma di nuovo, vivi nel presente, non nel futuro. Fai subito quello che ti rende felice e non usare gli oggetti come segnaposto per un futuro perfetto che non arriverà mai. Se non usi le cose, dalle a qualcuno che lo farà. Magari tieni qualcosa per te, ma se non la usi nel prossimo mese, eliminala. Segnati la data sul calendario.

6. Comfort. Quando ci sentiamo soli o depressi o stressati o frustrati, spesso ci rivolgiamo allo shopping. Compriamo oggetti perché non ci giudicano, ci confortano, non richiedono corteggiamento o coccole per entrare a far parte della nostra vita ma solo una carta di credito. Ma non risolvono nessuno dei tuoi problemi, anzi, aumentano il problema del disordine e forse incidono anche sui debiti.

Nuova abitudine: Affronta i problemi. Se sembrano difficili, affrontali a piccoli passi. Solitudine significa che abbiamo bisogno di connetterci con altri esseri umani, non con un oggetto. La depressione può essere superata parlando con le persone, diventando attivi. Lo stress può essere alleviato semplificando la vita, essendo attivi, riposando. I problemi frustranti si affrontano al meglio eliminando le cose o elaborando modi migliori di fare le cose.

7. Procrastinazione. A volte sappiamo di non aver bisogno di determinate cose, ma le lasciamo ammucchiate da qualche parte perché non vogliamo affrontare il problema di sistemarle. Il disordine è procrastinazione, perché è più facile lasciarlo accumulare che affrontarlo, proprio come è più facile evitare di affrontare i problemi. “Lo faccio dopo, al momento non ho tempo”. Ma rimandare non fa che peggiorare il disordine e farci accumulare lo stress, peggiorando la qualità della nostra vita.

Nuova abitudine: Occupati del disordine un pezzo alla volta. Ti sentirai bene, così passerai al prossimo. Non c’è bisogno di fare tutto subito, basterà il primo passo. Fatti aiutare da un amico o dal partner, rendilo divertente e sociale.

8. Emozione. Il campeggio, l’alpinismo, lo sci, il surf o la bicicletta possono rappresentare un’emozione per il futuro. Anche molti oggetti possono rappresentare l’emozione futura: computer, vestiti, gioielli, utensili, bagagli e altro ancora. In qualche modo solo avendo questi oggetti nella nostra vita riusciamo a pensare che un giorno potremo divertirci di più.

Nuova abitudine: Renditi conto che non hai bisogno di oggetti per provare emozioni o divertirti. Ti puoi divertire con niente. Da solo o con un amico. Con nuovi amici. Adesso, non in futuro. E quando arriva il “futuro”, puoi comunque farlo, anche senza tutta questa attrezzatura.

Il disordine assume molti altri significati all’interno delle nostre vite, ma questi sono alcuni fra quelli più comuni. Una volta che inizi a comprendere il significato del disordine nella tua vita ti renderai conto che si tratta di una stampella. Non ne hai bisogno, sei abbastanza forte da imparare a vivere senza. E, senza, starai anche meglio.

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