Reprimere la brama del migliorare se stessi

Una delle forze che ha guidato la mia vita per anni è stata la necessità di migliorarmi. Ed è la stessa necessità di chi legge i miei lavori.

È qualcosa di molto intenso: stiamo sempre cercando di migliorare e, se non ci riusciamo, dobbiamo comunque provare a farlo.

È qualcosa presente in chiunque, ma da dove arriva? È parte della nostra cultura: negli Stati Uniti, a partire da Benjamin Franklin fino ad arrivare ai titani dell’imprenditoria, tutti cercano sempre di migliorarsi. Ma è qualcosa di più profondo, che nasce negli ideali occidentali della persona perfetta e completa ed è fiorito nel ventesimo secolo, da Dale Carnegie e Napoleon Hill fino Stephen Covey. E adesso è nel pieno del pieno della fioritura, tramite i blog. E sì, sono parte di questo movimento.

Quindi, qual è il problema? Qualcuno potrebbe dire che le grandi persone cercano sempre di migliorarsi, ma quando finisce tutto questo? Quando qualcuno è contento di se stesso? Ci viene sempre insegnato che non siamo bravi abbastanza e che dobbiamo migliorare, e di conseguenza ci sentiamo sempre un po’ inadeguati.

E questo è vero, a prescindere dai traguardi che abbiamo raggiunto. Potreste aver raggiunto mille obiettivi, ma avete gli addominali scolpiti? Avete un bel seno? Avete la pelle perfetta? Avete mai letto un classico della letteratura? Conoscete i vini di lusso, l’arte e ogni grande musicista dalla musica classica al jazz, dal punk al rock? Avete successo come imprenditore o come scrittore? Sapete parlare più lingue, e avete viaggiato per il mondo? Possedete meno di 100 cose o una casa piccola? Siete uno scattista, o avete corso 100 miglia? Fate Crossfit? Avete una casa perfetta e sapete cucinare piatti di alta cucina? Siete un genitore perfetto con un perfetto bilanciamento di vita e lavoro? Sapete fare yoga, meditazione, giocoleria e magia? Sapete fare in casa il tè, il caffè o la birra perfetti? Sapete recitare Shelly, Shakespeare e Homer? Siete bravi con le donne, siete un amico perfetto, un perfetto amante, un marito romantico, un artigiano, un programmatore, sapete cucire o lavorare ai ferri, sapete riparare qualsiasi cosa a casa vostra, sapete investire in ambito immobiliare, sapete qual è il metodo perfetto per raggiungere gli obiettivi, il vostro telefono è bello come quello degli altri, o la vostra borsa bella come le borse delle altre donne, avete dei bellissimi stivali o un taglio di barba maschile? Non avete alcun debito, vivete senza macchina o senza glutine? Fate volontariato o carità, o costruite scuole in Africa? La vostra TV è grande come la mia?

Siete adeguati? Ne siete sicuri?

Non lo siamo mai, non siamo mai perfetti, sicuri di noi o bravi abbastanza, non stiamo mai bene con noi stessi, non siamo mai soddisfati, mai contenti.

E questo è il motivo per il quale compriamo prodotti di auto-aiuto, di fitness, gadget per renderci più cool, bei vestiti, belle macchine e belle case, borse e scarpe, ci rivolgiamo alla chirurgia plastica o alle droghe, a corsi e lezioni. E tutto questo non ha mai fine, perché non saremo mai perfetti.

Dobbiamo migliorare. Dobbiamo leggere ogni libro legato al miglioramento personale. Quando leggiamo un blog, dobbiamo provare il metodo che propone, perché ci renderà migliori. Quando leggiamo dei successi di qualcun altro, dei suoi obiettivi, della sua vita da imprenditore, dei suoi esercizi di yoga, del suo metodo di gestione del tempo e della lista dei libri che ha letto, dobbiamo provarci anche noi. Ci informiamo sempre di quello che fanno gli altri nel caso possa essere qualcosa che migliora anche noi. Proveremo sempre quello che fanno gli altri perché, se ha aiutato loro a stare meglio, può farlo anche con noi. Presto troveremo la soluzione finale, presto arriveremo dove vogliamo arrivare. No, non è ancora successo, ma magari questo è l’anno giusto.

Magari quest’anno o l’anno prossimo saranno quelli durante i quali raggiungeremo la perfezione.

O forse non succederà mai, ma continueremo a provarci, perché è parte della nostra vita, che è una continua lotta per migliorare; non vogliamo mai smettere di migliorare perché, quando lo faremo, vorrà dire che saremo morti. Anche se questo vuol dire che, sul letto di morte, di chiederemo se avremmo potuto essere migliori, e la nostra ultima domanda sarà: “Sono una persona adeguata?” Anche se tutto questo significa non essere mai felici con noi stessi, almeno facciamo il possibile per esserlo, giusto?

E se, invece, imparassimo a essere felici con noi stessi?

Cosa accadrebbe?

Smetteremmo di lottare per migliorarci? Sarebbe poi tanto orribile se fossimo soddisfatti e non avessimo bisogno di migliorarci in ogni momento? Saremmo delle persone svogliate o saremmo invece persone serene, che fanno cose che ci rendono felici invece di cose che ci migliorano? E se nella nostra felicità mostrassimo anche agli altri come esserlo? E, per quanto strano può sembrare, potremmo magari iniziare una mini-rivoluzione della felicità, così che la gente la smetta di sentirsi così inadeguata e di spendere ogni centesimo a comprare prodotti inutili o sprecando il proprio tempo sull’auto-miglioramento.

Una rivoluzione dell’appagamento.

Pensate a come tutto questo può semplificare la vostra vita. Pensate a quanti libri di auto-miglioramento avete letto o ascoltato in macchina. Pensate a quanti prodotti per migliorarvi avete comprato. Pensate a quante cose avete letto da soli, nella speranza di migliorare. Pensate a quante cose fate perché vi sentite inadeguati. Pensate a quanto tempo e quante energie mentali vi lascerebbe tutto questo.

Rendetevi conto di essere già perfetti. Siete qui, ora. Potete tirare un sospiro di sollievo.

L’urgenza di migliorare tornerà. Osservatela, come si fa con un piccolo clown che cerca di provocarvi, ma non lasciate che la provocazione abbia effetto. Fate in modo di non reagire a questo piccolo clown, di non sentire il dolore dei suoi attacchi. Lasciate che danzi e dica le sue cose ridicole, poi lasciatelo perdere.

Reprimete la brama di migliorare, che non fa altro che farvi sentire inadeguati.

E poi esplorate il mondo dell’appagamento. È un luogo pieno di meraviglie.

L’appagamento è il più grande dei tesori. ~ Lao Tzu

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