Meno tempo seduti davanti al monitor

Uno dei rischi maggiori legati allo stile di vita moderno è la tendenza a essere sempre più dipendenti dal monitor e sempre più sedentari.

Guardiamo portatili, monitor, iPhone, telefoni Android, iPad, iPod e televisioni, giochiamo ai video game, navighiamo in internet, socializziamo e lavoriamo online per gran parte del nostro tempo.

Io, come chiunque altro, sono un vittima di tutto questo. Assieme alla mia famiglia stiamo scivolando verso questo stile di vita e, sebbene io non sia uno contrario alla tecnologia, penso che dovremmo vivere meno da vittime e più da persone consapevoli.

Passare troppo tempo davanti a un monitor significa meno tempo da dedicare alle attività, meno possibilità di socializzare, meno concentrazione sul presente, meno tempo per preparare cibo sano per le persone a cui vogliamo bene.

Cosa possiamo fare, quindi?

Limitare.

Limitare il tempo passato giornalmente davanti al monitor. Limitare il tempo in cui stiamo seduti, intervallandolo con delle pause.

Mi rendo conto che molte persone fanno lavori per i quali devono per forza passare un certo tempo al computer, probabilmente stando sedute. Quindi non vi dico esattamente quanto tempo, ma solo di pensare a un limite che per voi sia congruo.

Quello che ho fatto

Anche se in passato mi sono posto dei limiti, ammetto che di recente si sono ammorbiditi, e il tempo che passo davanti al monitor è aumentato. E non solo per me, anche per mia moglie e per i bambini. Come conseguenza, di recente io ed Eva ci siamo messi dei nuovi limiti da seguire.

Li consideriamo un toccasana! I limiti impostati sul singolo giorno funzionano meglio di pause lunghe settimane di astinenza digitale che fra l’altro, per la maggior parte delle persone, non sono realistici.

Ecco un esempio:

  • Ci siamo dati il limite di 4 o 5 ore di computer al giorno (ma non sappiamo ancora se sia ottimale, stiamo provando).
  • Quel totale è diviso in parti da 30 minuti. Se il totale è di 5 ore, si tratta quindi di 10 parti da 30 minuti ciascuna.
  • All’inizio di ogni parte da 30 minuti metto un timer e tengo il conto in un documento di testo, così da ricordarmi quante ne ho fatte. Quanto scatta il timer, spengo il portatile.
  • Dopo i 30 minuti faccio una pausa di almeno 30 minuti. Mi alzo e mi muovo, faccio stretching, gioco con i bambini, esco. Spesso leggo un libro. Muovermi mi fa bene e mi aiuta a pensare.
  • Se ci sono cose che voglio controllare online, oppure se devo scrivere online, me lo annoto e lo faccio all’inizio dei 30 minuti successivi.

Questo non è l’unico modo di farlo: dovete trovare il limite che va bene per voi e il tempo da assegnare a ognuna delle parti del totale. Ma l’idea è di darsi un limite di tempo diviso in parti, così da fare delle pause durante le quali fare altro.

I benefici dei limiti

È fantastico quello che è successo: leggiamo di più, passiamo più tempo assieme e con i ragazzi, facciamo di più in casa, facciamo più esercizio e passiamo più tempo all’aperto.

Avere un limite ci impone anche di capire quale sia il modo per sfruttare al meglio il tempo. Dobbiamo fare scelte: cosa vale la pena fare nel poco tempo che abbiamo a disposizione? E questo implica un uso più accorto del tempo.

Al momento non abbiamo ancora usato lo stesso metodo con i ragazzi, anche se gliene abbiamo parlato così che inizino a pensare cos’è meglio per loro. E diciamo loro di staccarsi dai monitor durante il giorno, così che possano fare altre cose.

Questo dà ai ragazzi la possibilità di giocare di più, di leggere di più, di dedicarsi maggiormente ad arte e musica, di fare più attività. I ragazzi diventano dipendenti dagli schermi tanto quanto gli adulti, e non gli fa bene. Stiamo cercando di insegnar loro a vivere una vita sana, ed è una lezione che porterà i benefici con il passare del tempo.

Quello di cui ci siamo accorti noi è che questo stile di vita è più sano, migliore per le relazioni, migliore per la serenità. E, per quanto mi riguarda, è qualcosa da continuare a tenere.

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