Perché si fatica a mangiare sano

In molti faticano a iniziare una dieta sana, senza accorgersi di cosa sta accadendo.

Io ero uno di loro: più di 30 chili di troppo e dipendente dal cibo spazzatura, continuavo a dirmi che avrei iniziato una dieta e a mangiare sano, per poi ritrovarmi a mangiare patatine, cioccolatini e biscotti.

Perché? Il motivo è che usavo il cibo come una scusa, e togliermelo avrebbe significato non avere più un modo per gestire alcune situazioni difficili.

Il cibo, per molti, è un meccanismo di difesa e per cambiare tali abitudini è necessario trovare qualche alternativa.

Ad esempio utilizziamo il cibo in questi casi:

  • Mangiamo quando siamo stressati. Passando a una dieta più salutare come si fa a gestire lo stress? Servono nuove strategie.
  • Mangiamo quando siamo tristi o depressi. Come possiamo imparare a gestire queste emozioni e, insieme, mangiare sano?
  • Mangiamo come ricompensa o quando abbiamo fatto qualcosa di buono. E cosa potremmo fare, in alternativa, per premiarci?
  • Mangiamo per socializzare. Come si socializza senza cibo?
  • Mangiamo perché abbiamo fame. Come facciamo a gestire la rabbia senza il cibo?
  • Mangiamo per piacere. Ci sono modi più salutari per trovare il piacere ma senza l’uso del cibo?
  • Mangiamo per amore. Spesso compariamo il cibo all’amore (pensate all’amore di una madre che nutre un figlio, o di quando siete stati presi “per la gola” da qualcuno), quindi mangiare diventa un’alternativa all’amore. Dove altro potremmo trovare l’amore?

Tutte queste esigenze (e molte altre) sono reali. Abbiamo bisogno di amore, piacere e ricompense, di un modo in cui gestire lo stress, la noia, la tristezza, la solitudine, la rabbia e la frustrazione. Per molti di noi, il cibo è diventato la soluzione a tutte queste necessità, e non riusciamo a trovare un’alternativa più sana. Se ci riusciamo, spesso ci ricadiamo dopo poco.

Mi sono serviti anni per capirlo e creare – lentamente – nuove e più sane abitudini per gestire tutte queste necessità. Ma posso dire di avercela fatta, e quindi chiunque può farlo. Penso ancora al cibo quando sono triste o stressato? Certo. Ma adesso ho creato dei meccanismi, delle risposte che per me funzionano meglio e che sono molto più salutari, e che mi permettono di essere più in forma.

Ecco cos’ha funzionato per me (per voi le cose potrebbero essere diverse):

  • Esercizio. Un ottimo modo per gestire stress, noia e rabbia. Dopo un po’, una corsa può anche diventare un piacere e una ricompensa.
  • Meditazione. Eccellente per imparare come gestire le proprie emozioni.
  • . Ottimo per lo stress, la noia, la rabbia, per me funziona ottimamente anche come ricompensa e fonte di piacere.
  • Persone. Ho imparato a cercare l’amore negli amici e nella famiglia, utilizzandoli per gestire le mie emozioni più difficili. Parlando, allenandomi con loro o semplicemente passandoci del tempo insieme.
  • Pulizia. Mettere ordine, pulire il pavimento o i tappeti, tutto fatto con consapevolezza. Un ottimo modo per gestire stress, noia, rabbia e simili.
  • Solitudine. Ho trovato nella solitudine un ottimo modo per gestire le emozioni più difficili: si impara ad affrontare i problemi invece di accantonarli mangiando. E la solitudine può anche essere un premio.

Queste sono solo idee, e le soluzioni che funzionano davvero sono molto personali. L’idea è, intanto, capire cosa fate (prima che si manifesti la necessità, o sarà troppo tardi) e poi imparare a riconoscere questi inneschi emozionali. Quando si manifestano, mettete consapevolmente in atto la nuova abitudine al posto della vecchia. Servirà un po’ per creare una nuova abitudine, soprattutto se qualche volta ve ne dimenticherete, ma ricordate questo: “Stiamo sempre imparando”. Abbiate pazienza con voi stessi.

Il cibi ha assunto moltissimi significati, sia per noi come individui che all’interno della società. È un modo per socializzare, festeggiare le vacanze, guardare lo sport, dimostrare amore, gestire il dolore. E non è sempre una cosa salutare: a causa di questa dipendenza ingrassiamo sempre di più, ed è ora di trovare una nuova strategia per mettere in atto il cambiamento.

Come ultima nota vi faccio notare che questa idea è la stessa per qualsiasi altra dipendenza: mangiarsi le unghie, fumo, droghe, alcool eccetera. Li usiamo come stampelle per gestire le nostre necessità, ma dobbiamo invece trovare altri metodi, più salutari, per farlo.

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