Lo Zen del lavoro

Sul lavoro, ci troviamo spesso ad affrontare situazioni stressanti, progetti temibili, colleghi irritanti, capi frustranti, un numero schiacciante di cose da fare e messaggi da leggere, il tutto, magari, per fare un lavoro noioso che non ci piace.

Questi problemi hanno una semplice causa: il nostro aggrapparci a qualcosa, il non lasciare andare.

Il lavoro in sé non è stressante: è solo una serie di azioni che vengono intraprese o che devono essere intraprese. È la nostra reazione al lavoro che provoca lo stress: desideriamo che le cose siano diverse e ci aggrappiamo a questo desiderio.

Non è nemmeno il flusso costante di interruzioni che è frustrante: sono solo eventi che accadono intorno a noi, come la caduta di una foglia o il volo di un uccello. È il nostro aggrapparci al compito che stavamo svolgendo prima di essere interrotti che causa la frustrazione. Vorremmo non essere stati interrotti e veniamo infastiditi da tutto ciò che ci interrompe.

Neanche i nostri colleghi e il nostro capo sono il problema: sono solo altri esseri umani che cercano di fare il meglio che possono in questo mondo. È il nostro aggrapparci all’idea che dovrebbero comportarsi in un certo modo, che dovrebbero fare del loro meglio per renderci felici, che ci provoca rabbia e irritazione.

Non è il fatto che abbiamo un numero schiacciante di cose da fare e messaggi da leggere che ci provoca stress, è la nostra reazione alla loro quantità. È solo una lista di cose, un telefono che squilla, o una casella di posta elettronica con un elenco di messaggi. Sono tutte cose sono innocue. Ma quando ci aggrappiamo all’idea che possiamo fare tutto, e che dobbiamo affrontarlo in una volta sola, nasce lo stress, perché ovviamente non è possibile. Possiamo fare una sola cosa, anche se la nostra mente vorrebbe farle tutte.

Qual è la soluzione? È lasciare andare.

Questo è lo Zen del lavoro.

Imparare a lasciare andare

Quando lasci andare queste idee di come le cose dovrebbero essere, di come gli altri dovrebbero comportarsi per renderti felice, di come puoi fare tutto in una volta sola, i problemi spariranno, smetteranno di esistere.

Ci saranno altri problemi, naturalmente, e il lavoro va comunque fatto. Ma le frustrazioni, lo stress, la rabbia, l’irritazione e il sentirsi sopraffatto sono tutti causati dall’aggrapparsi, e sono solo nella nostra mente. Ci aggrappiamo anche a cose che sono successe in precedenza: un gesto di qualcuno che non ci è piaciuto, un incontro in cui abbiamo detto qualcosa di imbarazzante, un errore che abbiamo fatto sul nostro progetto; naturalmente, tutto questo non fa che aggravare il dolore e gli permette di ripetersi in un loop senza fine.

Lasciarsi andare permette ai problemi di scomparire.

È un concetto semplicissimo, eppure lasciarsi andare non è sempre facile.

È un processo di apprendimento. Prima di tutto bisogna imparare la consapevolezza, che è la chiave di tutto; per iniziare, prova a leggere qui e qui. La consapevolezza ci permette di vedere questi processi di pensiero che ci causano dolore e di approfondire ciò a cui ci aggrappiamo.

La consapevolezza ci aiuta anche a tornare al momento presente, in modo che tutto ciò che ci gira per la testa possa svanire. Torneremo così a vivere in ciò che sta accadendo, in questo momento.

Prova a fare qualcosa senza aggrapparti ad altri compiti o a cose dette o fatte da altre persone. Fai una cosa, poi lasciala andare e passa alla successiva.

Richiede pratica, e quindi ti suggerisco di iniziare con qualcosa di semplice, come 5 minuti di meditazione, e di partire da lì. Una volta che sarai diventato bravo in questa semplice pratica, è possibile espandere la consapevolezza. Alla fine migliorerai, e i problemi cominceranno a dissolversi da soli.

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