La voce della pazienza

Ci sono momenti in cui la gente vi fa uscire dai gangheri e perdete la pazienza.

Colleghi, figli, compagni, gente in macchina, persone irritanti sui mezzi pubblici – tutto può portare al tracollo, dà fastidio, fa arrabbiare.

E può rovinarvi le giornate. Digrignate, date risposte immaginarie solo dentro alla vostra testa o, peggio, sbottate. E vi sentite da schifo.

Com’è possibile trovare la pazienza?

Ammetto di non essere un santo: mi infastidisco come chiunque altro e rischio di dire cose in maniera non esattamente gentile. Ma sto imparando.

Ecco cosa mi aiuta.

Primo, ho imparato a essere consapevole delle emozioni che arrivano dal nulla e ad accettarle. Le osservo, ma non agisco. Parlo con tali emozioni, come se fossero un bambino: arrabbiarsi va bene, ma respira. Una volta che mi sono calmato parlo con le altre persone del problema.

E respiro.

Mi ricordo le mie emozioni infantili: le altre persone sono diverse, e va bene. Lunga vita all’umanità e alle splendide varietà che contiene. Quando la gente vive e lavora assieme ci possono essere frizioni e la cosa fa parte del fatto che le persone sono tutte diverse.

Tengo a mente che la vita è troppo corta per sprecare le mie giornate arrabbiato e irritato. Non lascio che i problemi degli altri diventino i miei.

Poi ringrazio. La gratitudine risolve tutti i problemi. Sono grato che questo amico, o questo estraneo, sia parte della mia vita, e sono grato di essere qui a vivermi questa vita incredibile.

Parlo all’altra persona con compassione, quando mi sono calmato. Rispondo con amore. Di solito fa sciogliere lo sguardo truce degli altri, e le cose vanno meglio.

La pazienza non è una cosa semplice, ma l’alternativa è molto peggio. L’amore può trionfare se glielo lasciate fare

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