Imparare a imparare

Sono un insegnante e una persona che adora imparare, e sono entrambe cose che amo.

Sono un insegnante perché aiuto Eva con l’istruzione a casa dei nostri figli – Ok, è lei che fa la maggior parte del lavoro, ma io la aiuto comunque, soprattutto con la matematica ma anche con il resto. Insegno anche, tramite dei corsi online, come lavorare sulle proprie abitudini, a scrivere e a tenere un blog, la semplicità e altre cose divertenti.

Sono uno che impara da una vita e sto sempre studiando qualcosa, che sia come fare il pane, una lingua nuova, il vino, gli scacchi, scrivere o fare fitness.

Impariamo di più quando cerchiamo una risposta e non la troviamo che quando impariamo la risposta stessa. ~ Lloyd Alexander

Quelle che seguono sono due lezioni – che poi sono la stessa – che ho imparato a proposito dell’imparare, nate dagli anni passati a studiare e cercando di insegnare ad altra gente:

  • Quasi tutto quello che ho imparato, non l’ho imparato a scuola
  • Quasi tutto quello che i miei studenti (e figli) hanno imparato, l’hanno imparato da soli

Queste due lezioni (o una) hanno delle implicazioni legate all’imparare. Vediamone alcune, nella speranza che possiate trovarle utili.

Perché imparare è una cosa indipendente

Uno dei punti cardine dell’istruire i figli a casa, cosa che io ed Eva facciamo, è che non state insegnando ai vostri figli determinate materie; anzi, di fatto non state insegnando loro proprio nulla. Sono loro a prendersi la responsabilità di imparare, e lo fanno perché sono interessati a qualcosa, non perché siete voi a dir loro di farlo.

Questo è esattamente come io, da adulto, imparo, e so che funziona.

Quando gli insegnanti (persone meravigliose!) cercavano di insegnarmi qualcosa a scuola, di solito mi annoiavo e facevo il minimo indispensabile per passare le verifiche. Non perché la materia o l’insegnante fossero noiosi, ma perché non era qualcosa che mi interessava. Loro volevano che io imparassi perché pensavano che lo dovessi fare, ma non è il motivo per cui la gente impara: ognuno impara qualcosa perché gli interessa, perché lo trova estremamente interessante o perché ne ha bisogno per qualcosa che vuole fare.

Quando gli insegnanti sono riusciti a insegnarmi qualcosa, è stato solo perché hanno fatto in modo che l’argomento fosse interessante così che iniziasse a importarmene. Ma poi approfondivo per i fatti miei, magari anche in classe ignorando gli altri o più che altro dopo la scuola, in biblioteca o a casa.

E portare qualcuno a imparare qualcosa guidando il suo percorso didattico non funziona: non si impara, ci si limita ad ascoltare qualcuno che vi dice come funzionano le cose.

Si impara quando si prova a fare qualcosa, mettendolo in pratica. È qui che inizia il vero apprendimento e che termina l’apprendimento superficiale, quando si prova a fare qualcosa e si sbaglia, ci si corregge e si riprova, risolvendo una serie di piccoli problemi mentre lo si fa.

Gli insegnanti migliori lo sanno, quindi ispirano e stimolano l’apprendimento.

Da adulto, ho imparato molte cose da solo. Tutto quello che ho solo letto l’ho praticamente dimenticato. Ma tutto quello che ho messo in pratica, creando e condividendo con gli altri, è rimasto con me. L’ho imparato davvero.

Ho imparato a gestire un blog quando ho iniziato a bloggare e continuando a farlo per cinque anni, non leggendo blog sul blogging. I miei studenti hanno imparato come crearsi delle abitudini, come eliminare il disordine, come meditare e come gestire un blog non perché ho dato loro qualche nozione brillante, ma perché quello che hanno veramente imparato l’hanno messo in pratica. Hanno creato semplici abitudini, sistemato le loro case, fatto 5 minuti di meditazione per 30 giorni e scritto sui loro blog.

È così che si impara veramente, quando le dita iniziano a muoversi e i piedi iniziano a danzare, non quando sentite o leggete qualcosa.

Come imparare (o insegnare)

Il lavoro di un insegnante è di affascinare uno studente, è questa la chiave per l’apprendimento. Il secondo passo è quello di aiutare lo studente a mettere in pratica.

Ne consegue quindi che, se siete voi i vostri insegnanti, il lavoro da fare è esattamente lo stesso.

Ecco come imparare:

  • Fatevi affascinare. Da insegnanti, dovreste affascinare gli studenti riscoprendo con loro quello che in origine ha affascinato voi. Se qualcosa non vi interessa, non avrete la spinta per approfondire l’argomento. Ma come si fa a farsi affascinare? Spesso, fare qualcosa per o con altre persone mi dà la motivazione a informarmi più a fondo su qualcosa, così come leggere di altre persone che hanno avuto successo in un determinato ambito.
  • Dedizione. Se qualcosa mi affascina, leggo ogni libro e ogni sito web sul quale riesco a mettere gli occhi. Google e la biblioteca sono le mie prime tappe. Sono gratis. Il negozio di libri usati è la successiva. E ci sono sempre moltissime risorse online da cui imparare. Se non ci sono, createle voi.
  • Piccoli passi. Fare tutto quello che volete può spaventarvi. Potete imparare una miriade di vocaboli in spagnolo, ma finché non inizierete a parlarlo non lo saprete davvero. Potete leggere tonnellate di informazioni sugli scacchi, ma per essere dei buoni giocatori dovrete giocare e trovarvi a fronteggiare i problemi. Potete studiare la programmazione, ma non saprete programmare se non iniziate a mettere in pratica quello che avete studiato. Iniziate con dei piccoli passi che non vi spaventano, prendendovi meno rischi possibile e concentrandovi sul divertimento.
  • Divertitevi. Imparare non è un lavoro. È un divertimento. Se state imparando qualcosa per dovere, non perché vi diverte, non sarà una cosa che porterete avanti, o forse dopo un po’ inizierete a odiarla e disinteressarvene. Quindi… rendetelo un gioco. Cantate e ballate mentre lo fate. Fate vedere alla gente quello che avete imparato, con il sorriso sulle labbra.
  • Fatelo con altri. Credo che il più delle cose si imparino da soli, ma imparare con altre persone lo rende divertente. Io adoro allenarmi con i miei amici e con Eva. Mi piace sfornare pane per la mia famiglia. Mi piace giocare a scacchi con i miei figli. Tutto questo mi dà la motivazione per imparare perché, quando faccio qualcosa con gli altri, voglio farlo al meglio.
  • Sentitevi liberi di cambiare. Di solito mi butto su qualcosa per un paio di settimane, poi mi sposto su qualcos’altro. E va bene. È così che di solito funziona la passione per qualcosa. A volte dura per molto tempo, a volte è qualcosa di rapido e improvviso. Non lo potete controllare. Datevi la possibilità di cambiare quando gli eventi vi portano a farlo.
  • Imparare per bene qualcosa richiede mesi o anni. In 2-4 settimane potete imparare molto, ma diventerete davvero degli esperti dopo mesi o anni. Io, dopo 6 mesi di blogging avevo imparato molto, ma ho aspettato un paio d’anni prima di sentirmi sicuro di insegnare l’argomento ad altri. Anche adesso, dopo più di 5 anni, sto ancora imparando. La stessa cosa vale per le abitudini: ho imparato moltissimo dopo 7 anni, e adesso credo di poter insegnare ad altri con una certa sicurezza. Come è possibile quindi avere la libertà di cambiare e, allo stesso tempo, continuare a imparare qualcosa per molto tempo, in modo da approfondirlo? Imparando altro legato all’argomento. In un mese potete imparare parecchio sui vini, ad esempio, ma cosa succede se vi concentrate un mese sul cabernet sauvignon, poi sul pinot nero e poi ancora su un altro vino? O magari sui pinot neri di una determinata zona, poi di un’altra zona ancora? Cambiereste, ma approfondireste un solo argomento. Potete anche smettere di approfondire l’apprendimento di qualcosa, lasciarlo e poi ritornarci dopo un po’.
  • Testatevi. Potete imparare molto studiando, testandovi e poi studiando ancora per riempire i voti della vostra conoscenza, poi testandovi ancora e ripetendo il processo finché è necessario. Non è il modo migliore per imparare, ma funziona. In alternativa, potete imparare giocando e, quando lo fate, fate in modo che il gioco sia il vostro test.
  • Non siate d’accordo. Non credete a tutto quello che leggete o che sentite dire da altri, anche se sono i maggiori esperti di un argomento. In primo luogo, gli esperti sbagliano spesso. Secondo, anche se hanno ragione e voi avete torto, il vostro non essere d’accordo vi farà imparare. Non essendo d’accordo non solo non avete dato per scontato quello che avete ricevuto, ma avete formulato una teoria alternativa. Quello che poi dovete fare è provare a fare un test per capire quale delle due è corretta e, anche se vi rendete conto che la prima teoria o informazione è quella corretta e voi avevate torto, adesso sapete qual è la cosa corretta molto meglio che se foste semplicemente stati d’accordo. Non sto dicendo di essere in disaccordo con tutto, ma più cose metterete in dubbio, più e meglio imparerete. Evitate di essere in disaccordo in maniera antipatica e sgradevole, ed evitate di tenervi troppo strette le vostre teorie e difenderle allo stremo.
  • Insegnate. Non c’è niente di meglio per cementare la propria conoscenza che insegnare ad altri. Va bene farlo anche se non siete i massimi esperti dell’argomento, fintantoché lo dite in maniera onesta quando iniziate a insegnare a qualcuno. Ad esempio, sono un novizio degli scacchi e quando imparo qualcosa lo insegno ai miei figli: loro sanno benissimo che non faccio tornei e non sono un maestro, ma imparano comunque qualcosa che non sapevano. E quando insegno qualcosa inizio veramente a capirla, perché per insegnare bisogna comprendere, riflettere, trovare un modo di organizzare le informazioni così da poterle comunicare agli altri in maniera chiara, così che le possano comprendere, notare i loro errori e correggerli.
  • Imparare può essere subliminale. Siamo soliti pensare di essere in controllo delle nostre menti e che, come dei programmatori, possiamo dire loro cosa imparare, come farlo e che dati tenere in memoria. Non è così. Le nostre menti lavorano in modi misteriosi e non possono essere controllate. Vagano, si attaccano alle cose più strane e assorbono più di quello che pensiamo. Più tardi possiamo andare a controllare quello che abbiamo imparato, rendendoci conto di sapere cose che non pensavamo di conoscere. La lezione che si impara da tutto questo è che bisogna esporsi a quante più cose possibili, dandoci la possibilità di assorbirle. A volte la nostra mente prenderà dei sentieri dei quali, consciamente, non avremmo mai saputo l’esistenza, ma che ci porteranno a qualcosa di utile nel momento in cui dovremo utilizzare quello che abbiamo imparato.
  • Usate un blog per riflettere su quello che avete imparato. Assorbiamo tonnellate di informazioni e possiamo utilizzarle a nostro piacimento, ma quando ci sediamo a riflettere su quello che abbiamo imparato, provando a condividerlo con altri (come sto facendo adesso), ci obblighiamo a pensare profondamente, a sintetizzare la nostra conoscenza e a organizzarla, che è più o meno la stessa cosa che facciamo quando insegniamo ad altri. Tenere un blog è un ottimo modo per riflettere e condividere quello che abbiamo imparato, anche senza l’ambizione di farlo diventare una fonte di reddito. E, in più, è gratis.

L’unica cosa che interferisce con il mio apprendimento è la mia educazione. ~ Albert Einstein

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