Cosa puoi imparare utilizzando i mezzi pubblici

Da un po’ di tempo, io, mia moglie Eva e i miei sei figli camminiamo e viaggiamo quasi esclusivamente a piedi o usando i mezzi pubblici.

Abbiamo le biciclette, ma ci stiamo ancora abituando, e per i viaggi lunghi fuori città noleggiamo un’auto. Ma, per tutto il resto, camminiamo e utilizziamo i mezzi pubblici: quando incontriamo qualcuno, per andare al ristorante, al cinema, al museo, al parco, per fare la spesa (compriamo solo quello che possiamo trasportare) e molto altro ancora.

È stata una delle cose migliori che abbiamo fatto. Adoro camminare, ma allo stesso modo adoro anche i mezzi pubblici, che hanno insegnato molte lezioni alla mia famiglia. Eccone alcune:

  1. Cosa fare mentre si aspetta. I mezzi pubblici non sono sempre puntuali (davvero?!). Ma, piuttosto che considerarlo un motivo per dire che l’autobus e il treno fanno schifo, impariamo a vederlo come un’opportunità. I miei ragazzi si arrampicano sugli alberi mentre io faccio un p’ di rudimentale ginnastica. Parliamo e condividiamo esperienze tra di noi. È un bel momento.
  2. Camminare è una gran cosa. I mezzi pubblici non ti portano dappertutto, quindi camminiamo più della maggior parte delle famiglie. È bellissimo e ci mantiene in forma. Anche i miei figli sono in forma e raramente si lamentano quando devono camminare. A dire il vero, non sempre camminiamo, spesso ci piace correre e restare senza fiato. È meraviglioso.
  3. Come relazionarsi alle altre persone. Spesso siamo spalla a spalla con estranei, cosa che non si verifica mai in macchina. Abbiamo a che fare con gli odori, con le persone fastidiose, con chi parla a voce alta, con i malati di mente, con i pazzi. In altre parole, con le persone. Ed è una cosa bellissima, che ci insegna la diversità e che la vita non è quell’immagine perfetta che si vede in TV. Il mondo reale è un’altra cosa, e va bene così. Impariamo ad accettare le differenze.
  4. Vivere in modo sostenibile. Non abbiamo ridotto le nostre emissioni a zero, ma, con il semplice atto di rinunciare a un’auto, abbiamo ridotto l’uso delle risorse e le nostre emissioni più di quanto la maggior parte della gente faccia, riciclando, comprando meno, usando meno calore, usando meno carta e via dicendo. Non lo dico per vantarmi, né per giudicare gli altri. Sto dicendo che stiamo imparando, e anche se abbiamo molta strada da fare, penso che stiamo facendo progressi.
  5. Spesso la comodità è maggiore. Certo, è bello poter salire in macchina e andare da qualche parte, che piova o faccia caldo. È comodo. Ma anche usare la macchina ha i suoi problemi: le frustrazioni del parcheggio, gli ingorghi, i guidatori maleducati, gli incidenti, la manutenzione, il doversi fermare per fare benzina, il dover effettivamente guidare invece di rilassarsi durante il viaggio, il dover stare seduti tutto il tempo invece di muoversi e altro ancora. Anche in questo caso, non sto giudicando le auto, ma tutto ciò, se ci pensate, fa sembrare più bello muoversi in autobus o in treno.
  6. Vivere frugalmente. I miei figli non sono poveri, ma voglio insegnare loro che si può vivere bene anche senza spendere molto, e che spendere soldi per le comodità non è necessariamente una cosa buona. Facciamo shopping al discount e a volte nei negozi di usato, utilizziamo i mezzi pubblici, cuciniamo grandi quantità di cibo da mangiare in più volte, mangiamo poca carne (io e mia moglie non ne mangiamo affatto). Non siamo dei taccagni, ma facciamo attenzione a come spendiamo, e lo stiamo insegnando ai nostri figli.
  7. Vivere con meno controllo. Quando hai un’auto, senti di avere tutto sotto controllo. Quando sei in un mezzo pubblico, invece, il controllo scende a zero. Sei alla mercé degli orari, dei conducenti, delle altre persone, dei treni che si guastano e così via. Impara a non avere più l’illusione del controllo e ad affrontare i cambiamenti come vengono. Questa è una lezione che fa miracoli.

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