Come affrontare il disordine

Forse anche voi avrete provato ad affrontare il disordine per mesi, magari per anni. Le carte che si impilano su un tavolo, scaffali stipati di libri, giornali e altre cose, cassetti colmi fino a scoppiare, vestiti buttati per terra o su sedie e comodini, scatole e mobili dappertutto.

Come potete addirittura iniziare a rimettere in ordine?

Ci sono due metodi, entrambi efficaci, e potete anche combinarli assieme. Vediamo tutte le tre opzioni.

Il metodo impetuoso

Uno dei metodi che preferisco per affrontare il disordine è farlo con impeto: tenetevi un weekend libero, ad esempio, e sistemate più possibile, una stanza alla volta.

Eliminate gli impegni per uno o due giorni. Recuperate un po’ di scatole e sacchi della spazzatura. Iniziate a gasarvi per quello che sta per succedere!

Poniamo che inizierete con la camera. Scegliete un’area della stanza – una superficie piatta, che potrebbe essere uno scaffale, la parte superiore della cassettiera, un cassetto o la base dell’armadio. Pulitela, impilando tutto da parte.

Poi dividete, prendendo decisioni molto rapide. Prendete quello che c’è in cima alla pila – non importa cosa sia – e fate in modo di non evitare niente. Prendete proprio il primo oggetto. Decidete, velocemente, di spostarlo in una di queste tre nuove pile:

  1. Pila delle cose da tenere: per le cose che avete usato negli ultimi 6 mesi, che amate e che dovete assolutamente tenere.
  2. Pila delle cose da donare: da donare come carità, da dare a famiglia/amici o da riciclare.
  3. Pila del “forse”: cercate di non utilizzarla, se potete; è per le cose sulle quali siete in dubbio. Mettete tutto in una scatola con la data di oggi, che andrà a finire nel ripostiglio. Se non vi servirà niente da quella scatola per i prossimi 6 mesi, potrete liberarvene.

Quando avrete finito di dividere, rimettete via – in ordine – tutto quello che c’è nella pila delle cose da tenere. Il posto dove metterete ogni cosa sarà la sua “casa”, e non dovrete mai metterla in nessun altro posto. Mettete le cose della “pila delle cose da donare” in una scatola, magari tenendo da parte qualcosa che pensate possa essere utile a qualche amico. Riciclate invece tutto quello che non è più in uno stato adatto a essere utilizzato.

Adesso passate a un’altra superficie: cassetto, scaffale, spazio per terra e simili. Fatene uno alla volta finché avete finito con la stanza. Ci potrebbero volere ore, ma può diventare qualcosa di divertente. Terminata la stanza vi dovreste sentire molto meglio. Festeggiate. Passate a un’altra stanza se avete tempo ed energie, altrimenti pianificate un’altra sessione più avanti.

Il metodo “un pezzo alla volta”

Questo approccio è basato sui piccoli passi, e funziona tanto quanto il precedente. Quando sono partito con Zen Habits, leggevo un sito chiamato “Fly Lady” che raccomanda di partire con il lavello della cucina pulito. E così ho fatto: ho tolto tutto quello che c’era dentro e ho strofinato fino a farlo brillare. È diventato il centro della mia area “no caos”.

Ho poi esteso la zona, pezzo dopo pezzo: bancone, tavolo, pavimento, cassetti e mobili. E avanti così, affrontando il disordine pezzo dopo pezzo, per 10-15 minuti al giorno.

Potete iniziare da qualsiasi posto, non deve per forza essere il lavello. Un buon inizio può essere il tavolo della cucina, oppure il bancone o qualsiasi spazio in soggiorno. Non importa quale sia: sceglietene uno e liberatelo. Quando avete tempo pulitene un altro accanto al primo. E, mano a mano che andate avanti, fate del vostro meglio per tenere sistemati tutti gli spazi sui quali avete già lavorato.

Per sistemare, utilizzate lo stesso sistema “a tre pile” che ho descritto nella sezione precedente: funziona anche con questo metodo.

Combinare i due metodi

In verità, non dovete scegliere fra i due metodi. Potete combinarli. Ad esempio, potete iniziare con una gran ripulita nel weekend, lavorando poi su piccoli spazi durante la settimana. Potete pianificarli lungo il corso di un mese, scegliete il metodo che più si adatta ai vostri impegni e alla vostra stanchezza.

Fate tutto quello che serve. E godetevelo.

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