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Dormire come bambini

I problemi di sonno possono essere un grande peso per la felicità: se non si dorme bene, durante il giorno non si rende a dovere.

Oggi un lettore ha chiesto: “Voglio passare meno tempo a rotolarmi a letto e più tempo a dormire. Voglio tornare come un bambino. Aiuto!”

Adoro l’immagine di tornare a essere bambini: nella mia testa, non evoca solo un sonno pacifico (anche se in realtà non è così per molti bambini), ma tornare magicamente a essere bambino, spensierato, senza le preoccupazioni che normalmente ci affliggono e ci tengono svegli di notte.

Non ho la pillola magica che vi farà tornare bambini, ma posso darvi una mano con il sonno. Più volte ho cambiato gli schemi del sonno, e so che può essere difficile. Dormire è una parte importante del ritmo del corpo, ed è una delle abitudini più difficili da cambiare. Detto ciò, si può comunque cambiarla.

Lo zen del lavoro

Spesso, in ufficio, ci troviamo in situazioni stressanti, progetti che ci fanno paura, colleghi irritanti, boss frustranti, un numero indicibile di messaggi e cose da fare, e un lavoro noioso che non ci piace.

Questi problemi hanno una semplice causa: il peso che diamo loro.

Il lavoro non è stressante di suo: è solo qualcosa da fare o che deve essere fatto. È la nostra reazione al lavoro che causa lo stress: ci aggrappiamo all’idea che le cose cambieranno.

Ciò che è frustrante non sono le costanti interruzioni: sono solo eventi che succedono intorno a noi, come una foglia che cade o un uccello che vola. È il peso che, nelle nostre menti, diamo a ciò che stavamo facendo prima di essere interrotti che causa la frustrazione. Vorremmo non essere interrotti, infastiditi, e che la nostra attenzione fosse ancora su ciò che stavamo facendo in precedenza.

Nemmeno i colleghi o il capo sono il problema: sono solo esseri umani che cercano di fare il loro meglio in questo mondo. Il problema è l’idea che abbiamo di loro: dovrebbero comportarsi in un certo modo e fare tutto il possibile per farci felici, ma se non lo fanno sopraggiungono rabbia e irritazione.

Non è il numero di cose da fare che ci crea stress: è la reazione che abbiamo davanti a quel numero. Ma è solo una lista di cose, un telefono che squilla, una casella della posta con un elenco di messaggi. Sono tutte cose innocue. Ma quando ci mettiamo in testa l’idea di poter fare tutto, e di poterlo fare in una volta sola, diventiamo stressati, perché ovviamente sappiamo di non potercela fare. Possiamo fare una cosa sola, anche se la testa ci dice il contrario.

Esiste quindi una soluzione? Sì, lasciare andare.

Questo è lo Zen del Lavoro.

L’intento della vita

Molti di noi vivono i propri giorni seguendo schemi sviluppati duranti gli anni. Movimenti, a casa, online, al lavoro, fatti senza pensare.

Ora, mettete tutto questo in relazione a una vita intenzionale: tutto quello che fate lo fate con coscienza, realizzando uno dei vostri valori principali (la compassione, ad esempio). Tutto ciò che fate è dettato da un intento a livello conscio.

È vero che molte delle cose che facciamo hanno un qualche tipo di intento: lavo i piatti perché non voglio una casa sporca; guido per andare al lavoro perché ho bisogno di uno stipendio; porto i miei figli a scuola perché devono imparare. Ma dopo aver ripetuto queste azioni giorno dopo giorno, l’intento passa in secondo piano e ci rende a malapena consapevoli di quello che stiamo facendo. Abbiamo compreso l’intento di questi gesti molto tempo fa, e adesso non serve più pensarci.

E se le cose cambiassero?

Trovare l’ispirazione

Siete dominati da pigrizia e procrastinazione, vi sentite demotivati, bloccati e non riuscite a partire.

Non siete soli. È uno stato comune per l’essere umano e la soluzione è elusiva, sempre diversa e difficile da cogliere.

Non siete soli, ma in questa unione con i vostri fratelli e sorelle c’è speranza. Io sono fra di voi e ho trovato qualche misera soluzione. E se io posso risolvere questo problema, potete farlo anche voi. Se altri ci sono riusciti, riuscirete anche voi.

Quelli che seguono sono il mio metodo per trovare l’ispirazione.

20 semplici strategie per rimettersi in forma

Sebbene molte persone vogliano perdere peso e rimettersi in forma, può essere difficile creare l’abitudine.

Ho dovuto iniziare più volte e con molte frustrazioni prima di imparare come vivere una vita più sana. Nel 2005 pesavo 35 kg di troppo, fumavo, mangiavo schifezze, ero sedentario e non riuscivo a fare esercizio per più di qualche giorno senza smettere.

Oggi sto meglio, sono più sano e più magro. Il più delle volte mangio sano (con qualche eccezione) e, se voglio, riesco a mantenere un piano alimentare, evitando il cibo spazzatura.

Come ho fatto a cambiare? Ho adottato qualche semplice strategia. Non sono per tutti, quindi scegliete quelle che possono entrare nella vostra vita e provatele!

I rituali per la concentrazione, per la salute e per la lentezza

Mentre scrivo queste parole, sono seduto con una tazza di matcha, un tè giapponese utilizzato nelle cerimonie tradizionali, e mi godo la tranquillità delle prime ore del mattino.

Il tè, per me, è una forma di meditazione, un modo di essere presente e di migliorare le mie capacità di attenzione. È un mezzo per la lentezza, per assaporarsi la vita.

E, per me, è anche un modo per concentrarmi. Trovo che, se ho problemi a concentrarmi su qualcosa, fare una pausa e prepararmi del tè è un ottimo modo per ritrovare la concentrazione. Ho scritto le mie cose migliori con l’aiuto di una tazza di tè.

Non sono un esperto di tè, quindi questa guida non vi insegnerà a fare il tè perfetto o come scegliere fra i vari tipi di tè. Se comparato ai maestri, farei una serie di errori da principiante. E questo mi va bene, visto che il mio scopo è solo quello di condividere alcuni rituali che uso per concentrarmi, per rallentare e per la mia salute.

Tutti questi tre rituali mi aiutano a concentrarmi, a rallentare e a stare meglio. Do loro nomi diversi solo per mostrarvi come ne faccio uso, anche se potete tranquillamente usarne uno al posto dell’altro.

Semplificare

La tendenza della nostra società è di rendersi la vita sempre più complicata: Internet, televisione, shopping, lavoro, impegni di famiglia, beni posseduti, cibo, debiti… Tutto questo si impila su ognuno di noi senza fine.

Questa è una formula abbastanza sbagliata, visto che i nostri giorni hanno una capacità limitata, tanto quanta ne abbiamo noi come umani. Riusciamo a gestire solo una certa quantità di lavoro, di beni e di impegni, e riempirci di tutto questo fino al limite ci porta vicini al punto di collasso.

Serve un piccolo sforzo cosciente per semplificare, ma è una delle migliori cose che ho imparato a fare.

Lasciare che le cose accadano

Nell’ultimo paio d’anni ho imparato una cosa. Lasciare che le cose accadano.

Va contro l’istinto naturale della società occidentale: siamo gente che fa, creatori del nostro destino, siamo noi a far succedere le cose e non aspettiamo che succedano! È quello che mi hanno insegnato da quando ero piccolo, a scuola. Quindi lasciare che le cose accadano non è, per me, qualcosa di naturale.

Non sono mai stato una persona passiva, una che preferiva far accadere cose piuttosto che lasciarle accadere, non ho mai perso il controllo.

Ma ho imparato qualcosa

Da dove diavolo inizio?

Una delle domande più frequenti che ricevo dai lettori di Zen Habits che vogliono cambiare la propria vita è: “Da dove inizio?”

Rimettersi in forma, essere produttivi, alzarsi presto di mattina, imparare una lingua e molto altro… ci sono talmente tante abitudini da cambiare che spesso la gente è confusa, al punto di non riuscire a partire.

Lo so perché ci sono passato. A me, prima di imparare a cambiare abitudini, la confusione del dove partire dava due problemi: uno, provavo a fare troppe cose tutte assieme, perché volevo cambiare un sacco di cose, oppure – due – non ci provavo nemmeno, perché era troppo difficile venirci fuori.

Come l’ho risolta? Ne ho scelta una e sono partito.

Quello che vi raccomando è scegliere qualcosa che sia divertente e facile da fare. Una cosa qualsiasi. Non ha grande importanza quello che scegliete, perché alla fine lavorerete su tutto. Quello che importa è quanto difficile è il cambiamento: se è troppo difficile potreste fallire, scoraggiarvi e perdere fiducia. Se è semplice e divertente, probabilmente avrete successo e passerete alla prossima sfida.

Detto questo, guardandomi indietro, ho qualche suggerimento per iniziare.

La piccola guida per essere un grande papà

Ho la fortuna di avere sei figli meravigliosi e un’adorabile e fantastica moglie. Ma oggi, una pigra domenica mattina mentre la mia famiglia sta ancora dormendo e la luce inizia a permeare la casa, rifletto su com’è essere un grande papà.

Non solo un papà, un grande papà. È un traguardo che a volte, non sempre, raggiungo. Nei miei giorni migliori sono un grande papà!

Se siete curiosi di sapere quello che penso, come padre da 19 anni che è passato per innumerevoli notti insonni, ha risposto a valanghe di domande, ha cantato migliaia di filastrocche, ha letto centinaia di migliaia di parole nei libri per bambini, ecco quello che vi posso offrire.

Niente paura, è una guida molto semplice.