Aprirsi alla vita

Sotto molti aspetti, mi chiudo alla vita in tutta la sua pienezza. Mi chiudo agli altri, come forma di autodifesa.

Succede a tutti. Quando ti sei aperto, soprattutto da piccolo, di sicuro ti è capitato di farti male. Quel dolore ti ha insegnato a chiuderti, e a farlo in vari modi: non facendo entrare gli altri nella tua vita, usando l’umorismo per mantenere le distanze, ferendo gli altri prima che siano loro a farlo, rimanendo lontano dalle cose nuovi che non conosci e così via.

Adesso, quando mi chiudo, mi manca il mondo. Quando lo faccio, mi perdo molti aspetti della vita. Per questo, sto imparando a essere più aperto. È un processo lento, ma a piccoli passi ho imparato molto, e sono molto più aperto di quanto non lo sia mai stato.

Cosa significa essere aperti? Significa accettare di più senza giudicare ed essere più felici indipendentemente da ciò che accade. Giudicare meno gli altri, criticare meno, accettare di più e imparare a conoscere sempre di più le meravigliose particolarità degli altri.

Significa vivere pienamente la vita.


Di seguito condividerò qualche spunto su come aprirsi alla vita, nella speranza che anche tu li possa trovare utili.

  1. Giudica meno, accetta di più. Sembra naturale giudicare gli altri, ma così facendo ci neghiamo la verità su di loro. Lo stesso vale quando giudichiamo tutto quello che ci circonda: ci impediamo di scoprire di più. Se il giudizio è diventato qualcosa di automatico, elimina il pilota automatico e sii più cosciente. Quando ti accorgi di giudicare, fai una pausa e cerca di capire e di accettare. Dovresti smettere di avere aspettative nei confronti delle persone e del mondo che ti circonda e accettare le persone così come sono, vederle come sono realmente. Accettare significa non cambiare mai le cose? No, significa non arrabbiarsi, non irritarsi e non essere frustrati da qualcosa che non è come lo vorresti.
  2. Dai un taglio agli obiettivi. Molti sanno che sto sperimentando una vita senza obiettivi, ma non tutti ne capiscono il motivo. Una delle ragioni principali è che quando fissi un obiettivo vai a limitare la gamma di possibilità delle cose che possono accadere perché vai a fissare una destinazione fissa (l’obiettivo). Per esempio, se dici: “Voglio correre una maratona fra sei mesi”, focalizzerai le tue azioni su tutto quello che serve per arrivare a quella destinazione (l’allenamento per la maratona). Ma cosa succede se qualcuno ti chiede di andare a fare surf quando dovresti fare l’allenamento per la maratona? Oppure viene indetta una nuova gara che non esisteva quando hai fissato il tuo obiettivo della maratona? Se rimani fisso sul tuo obiettivo non potrai fare surf o qualsiasi altra nuova attività. Questo è solo un esempio: il tutto diventa molto più complesso e complicato quando gli obiettivi sono legati al lavoro, perché le possibilità sono molto più ampie. Non sto dicendo che non dovresti mai fissare obiettivi (anche se è una possibilità), ma dovresti sviluppare la flessibilità per adattarti delle mutevoli circostanze di ogni giorno e ogni momento.
  3. Riconosci i meccanismi di difesa. I meccanismi di difesa che costruiamo nel corso degli anni in risposta alle esperienze dolorose sono molti e variegati. Ancora più importante, non ci rendiamo conto che sono lì la maggior parte del tempo, quindi diventano automatici e quindi potenti e difficili da escludere. Impara a riconoscerli. Quando ti ritrovi a non fare certe cose, chiediti perché. Forse è perché hai avuto una brutta esperienza in passato. Quando ti rendi conto di ferire le persone, chiedi perché. Quando ti ritrovi a chiuderti alle persone o alle esperienze, chiedi perché.
  4. Sii come il cielo. Suzuki Roshi usava una splendida metafora: il cielo ha una sostanza, ma è aperto ad accettare tutto. Questo “cielo vuoto” permette ad altre cose di crescere. La nostra mente dovrebbe essere come il cielo: accetta le cose come sono, senza discriminare. Dicendo: “Questo è bello, questo non è bello”, rifiuti alcune cose. Invece, puoi essere vuoto, puoi trattare tutto come se facesse parte della tua grande famiglia, puoi trattare qualsiasi cosa come se fossero le tue mani e i tuoi piedi.
  5. Guarda le tue paure. Le paure sono la base dei nostri meccanismi automatici di difesa e, allo stesso modo, hanno potere quando non sappiamo che stanno lavorando, quando si nascondono nelle nostre menti al buio. Le paure ci chiudono agli altri, al mondo, alle esperienze. Guarda le tue paure, imparando a stare in silenzio, ascoltando te stesso parlare in quella quiete. Presta attenzione alle paure, accendi una luce su di loro per vederle meglio e inizieranno a perdere il loro potere. Allora potrai iniziare ad aprirti a cose nuove.
  6. Lascia andare il controllo. Ci sforziamo costantemente di tenere tutto sotto controllo: gli altri, noi stessi, il mondo che ci circonda. Obiettivi, pianificazione, misurazione del nostro lavoro, aspettative e altro ancora: sono molti i modi in cui cerchiamo di controllare moltissime cose. Naturalmente, sappiamo che il controllo è un’illusione. È anche un modo di chiudere fuori la maggior parte del mondo: se siamo in grado di controllare il nostro mondo e il nostro futuro, stiamo creando un corso degli eventi, e così facendo eliminiamo tutti gli altri percorsi possibili. Cosa succede se smettiamo di esercitare questo controllo? Le possibilità si aprono.
  7. Mani aperte. Cammina nel mondo a mani aperte. È una pratica semplice. Le tue mani sono aperte, vuote, pronte a ricevere il mondo e tutto ciò che viene, così com’è.

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