Quello che ho imparato sull’apprendimento


Sono un insegnante e un avido studente, e sono appassionato di entrambe le cose. Sono un’insegnante perché aiuto Eva con l’educazione che diamo a casa ai nostri figli; ok, è lei che fa la maggior parte del lavoro, io le do una mano soprattutto con la matematica. Insegno anche a lavorare sulle proprie abitudini, scrittura/blogging, semplicità e altri argomenti tramite dei divertenti corsi online.

Da tutta la vita, inoltre, sono uno studente che sta sempre cercando di imparare qualcosa di nuovo, sia che si tratti di fare il pane, una lingua straniera, gli scacchi, la scrittura o il fitness.

Ci sono due lezioni essenziali – che poi, in sostanza, sono la stessa lezione – che ho imparato riguardo all’apprendimento durante tutti i miei anni di studio e nell’insegnamento alle altre persone:

  • Quasi tutto quello che ho imparato, non l’ho imparato a scuola; e
  • Quasi tutto quello che i miei studenti (e i miei figli) hanno imparato, l’hanno imparato da soli.

Queste due lezioni (o lezione) hanno una serie di ragioni e implicazioni per l’apprendimento. Diamo un’occhiata ad alcune di esse, nella speranza che possano essere utili.


Perché l’apprendimento è indipendente

Uno dei principi fondamentali dell’educazione a casa dei figli è che non stai insegnando loro alcuna materia; in realtà, non stai insegnando loro proprio nulla. Sono loro stessi ad assumersi la responsabilità del loro apprendimento, e lo fanno perché sono interessati a qualcosa, non perché sono obbligati a farlo.

Questo è esattamente il metodo che, da adulto, utilizzo per l’apprendimento di cose nuove.

Quando i miei insegnanti (persone meravigliose) cercavano di insegnarmi qualcosa, spesso mi annoiavo e mi impegnavo solo per superare gli esami; questo non succedeva perché la materia o l’insegnante erano noiosi, ma perché non era qualcosa che mi interessava. Gli insegnanti volevano che io imparassi qualcosa perché quella era la regola, ma non è questo il modo in cui si impara qualcosa. Impariamo qualcosa perché ci piace, perché è qualcosa che troviamo interessante o perché ne abbiamo bisogno per qualcosa che davvero vogliamo fare.

Quando gli insegnanti sono riusciti a farmi imparare qualcosa è stato perché sono riusciti a rendere quella cosa talmente interessante da suscitare il mio interesse. Ma poi ho continuato a imparare da solo o in classe, ignorando tutti gli altri, o più probabilmente dopo le lezioni, in biblioteca o a casa.

Questo succede perché avere qualcuno che ti accompagna nelle fasi di apprendimento non funziona: non impari granché quando ascolti qualcuno che ti dice come funziona qualcosa. Impari quando cerchi di fare qualcosa: è allora che termina l’apprendimento superficiale e che inizia l’apprendimento vero e proprio. Si prova e si fallisce, si fanno le sistemazioni del caso e si riprova, risolvendo mano a mano gli innumerevoli piccoli problemi.

I migliori insegnanti lo sanno, e quindi ti ispirano e ti aiutano a mettere in pratica l’apprendimento.

Da adulto, ho imparato molto da solo. Le cose che ho solo letto le ho per lo più dimenticate. Ma le cose che ho messo in pratica giocandoci, facendo pratica, creando e condividendo con gli altri, mi sono rimaste impresse e posso dire di averle imparate veramente.

Ho imparato a gestire un blog quando ho iniziato a farlo, e ho continuato a farlo per cinque anni, senza leggere alcun blog sul blogging. I miei studenti hanno imparato da me non perché ho detto loro qualcosa di brillante, ma perché hanno messo in pratica quello che dicevo. Hanno formato una semplice abitudine, hanno sistemato le loro case, hanno fatto 5 minuti di meditazione per 30 giorni, hanno iniziato a scrivere un blog e molto altro.

È quando le dita iniziano a muoversi, quando i piedi iniziano a ballare che avviene il vero apprendimento, non quando si sente o si legge qualcosa.


Come imparare (o insegnare)

Il lavoro dell’insegnante, in realtà, è quello di affascinare lo studente. Il fascino è la chiave dell’apprendimento. Dopo averlo affascinato, deve aiutarlo a mettere in pratica questo fascino.

Ne consegue che, imparando da solo (ossia, insegnando a te stesso), il tuo lavoro è esattamente lo stesso.

Ecco come imparare:

  • Lasciati affascinare. Come insegnante, dovresti affascinare lo studente riscoprendo con lui tutte le cose che in origine ti hanno affascinato su quell’argomento. Se non riesci ad affascinarti, il tuo livello di interesse è troppo basso per permetterti di imparare davvero qualcosa. Come puoi affascinarti? Per quanto mi riguarda, spesso fare qualcosa con o per altre persone mi aiuta a motivarmi e a guardare più a fondo in qualcosa, così come mi affascina leggere ciò che scrivono altre persone che hanno avuto successo.
  • Dai tutto te stesso. Leggi ogni sito web e libro su cui puoi mettere le mani. Google e la biblioteca sono le prime tappe. Sono gratis. La libreria dell’usato sarà la successiva. C’è sempre una quantità incredibile di risorse online per imparare qualcosa. Se non c’è, creane una.
  • Fallo, a piccoli passi. Fare quello che vuoi fare potrebbe spaventarti. Puoi imparare a memoria il vocabolario spagnolo, ma fino a quando non inizierai ad avere una conversazione, non lo saprai mai parlare. Puoi leggere tutto quello che vuoi sugli scacchi, ma devi mettere in pratica quello che hai imparato, giocando e trovandoti faccia a faccia con i problemi. Oppure puoi studiare come si programma al computer, ma non sarai mai in grado di programmare fino a quando non inizi a scrivere codice. Iniziate a piccoli passi, così che la cosa non sia spaventosa, concentrandoti su cose divertenti e semplici.
  • Divertiti. Imparare non è lavorare. È divertimento. Se stai imparando qualcosa perché pensi di doverlo fare e non perché ti diverte farlo, non continuerai a farlo per molto, inizierai a odiarlo e perderai l’interesse. Quindi impara divertendoti, rendilo un gioco, canta e balla mentre lo fai, mostra le tue nuove abilità alle persone con un sorriso sul viso.
  • Fallo con gli altri. Credo che la maggior parte dell’apprendimento venga fatto da soli, ma farlo con gli altri lo rende divertente. Mi piace allenarmi con i miei amici e con Eva. Adoro fare il pane per la mia famiglia. Mi piace giocare a scacchi con i miei figli. Questo mi motiva a imparare, perché voglio fare bene una cosa quando la faccio con gli altri.
  • Sentiti libero di cambiare. A volte mi tuffo letteralmente in qualcosa per un paio di settimane per poi passare a qualcos’altro. Va bene. È così che spesso funziona la passione per un argomento. A volte dura a lungo, a volte è un’esplosione breve e intensa, incontrollabile. Lasciati trasportare.
  • Ma l’apprendimento profondo richiede mesi o anni. Si può imparare molto in 2-4 settimane, ma si diventa davvero esperti in qualcosa solo dopo mesi o anni. Dopo 6 mesi conoscevo abbastanza bene il mondo del blogging, ma ho aspettato un paio d’anni prima di poterlo insegnare agli altri. Anche ora, dopo più di 5 anni di blogging, sto ancora imparando. Lo stesso vale per le abitudini: ho imparato molto dopo 7 anni di successi nel creare abitudini, e ora posso insegnarlo con una certa sicurezza. Quindi, come puoi cambiare ma allo stesso modo continuare a fare qualcosa per un periodo di tempo sufficiente per conoscerla a fondo? Variando all’interno dell’argomento. In un mese, ad esempio, puoi imparare molto sul vino, ma dopo esserti concentrato su un vino o una tipologia di vini per un mese puoi passare ad altri vini. Stai continuamente cambiando, ma al contempo esplori un campo sempre più in profondità. Oppure, puoi allontanarti da un argomento per tornarci più avanti, quando tornerà ad affascinarti.
  • Mettiti alla prova. Puoi imparare molto studiando qualcosa, mettendoti alla prova, studiando di nuovo per riempire le lacune, testando di nuovo e ripetendo questo procedimento fino a quando non sai qualcosa a menadito. Questo non è sempre il modo più divertente per imparare, ma può comunque funzionare bene. In alternativa, puoi imparare qualcosa giocando e divertendoti e, quando lo fai, lascia che il gioco sia la prova.
  • Non essere d’accordo. Non essere d’accordo sul fatto che tutto quello che leggi o ascolti sia corretto, anche se si tratta del parere di esperti di primo piano. In primo luogo, anche gli esperti sbagliano. In secondo luogo, anche se hanno ragione e tu hai torto, il tuo non essere d’accordo ti permette di imparare. Quando non sei d’accordo con qualcosa, non solo hai già preso in considerazione ciò che hai letto o sentito, ma hai anche formulato una teoria alternativa. A questo punto devi capire qual è quella corretta e, anche se ti rendi conto che le informazioni che hai ricevuto erano corrette e che ti sbagliavi, adesso sai qualcosa molto meglio che se ti fossi limitato a essere d’accordo. Non sto dicendo di non essere d’accordo con tutto, ma il disaccordo è un metodo per imparare. Ricorda sempre di non dissentire in modo sgradevole e di non aggrapparti troppo strettamente alle tue teorie.
  • Insegnalo. Non c’è modo migliore per consolidare la tua conoscenza che insegnarla agli altri. Non è un problema se non è qualcosa che conosci alla perfezione, l’importante è essere onesto quando la insegni a qualcuno. Per esempio, io sono un principiante nel campo degli scacchi, ma quando imparo qualcosa poi lo insegno ai miei figli: loro sanno benissimo che non sono un campione o un maestro, ma riesco sempre a insegnare loro qualcosa che ancora non sanno. E quando lo faccio, anch’io lo comprendo veramente e a fondo: questo succede perché, per insegnare qualcosa agli altri, devi prima riflettere su quello che sai e hai imparato, organizzare le informazioni in modo da poterle comunicare chiaramente agli altri così che le possano comprendere, notare i loro errori e aiutarli a correggerli, scoprire eventuali lacune nella tua conoscenza e altro ancora.
  • L’apprendimento può essere subliminale. Pensiamo sempre di avere il controllo delle nostre menti e siamo come programmatori che dicono alle nostre menti cosa imparare, come imparare e quali dati conservare. Ma non funziona così. Le nostre menti lavorano in modi misteriosi e non possono essere strettamente controllate. Vagano, si aggrappano alle cose più strane e ci si immergono più di quanto riusciamo a renderci conto. Ogni tanto puoi metterti alla prova su qualcosa che hai imparato e ti renderai conto di sapere qualcosa che non ti rendevi conto di sapere. La lezione è di esporsi il più possibile a un argomento e permettersi di assorbirlo.
  • Rifletti su quanto hai appreso attraverso un blog. Assorbi una tonnellata di informazioni e modelli, li metti in atto ma quando ti siedi a riflettere su ciò che hai imparato, cercando di condividerlo con gli altri (come sto facendo in questo momento), ti costringi a ragionare su come sintetizzare la conoscenza e organizzarla, proprio come si fa quando si insegna agli altri. Tenere un blog è un ottimo strumento per riflettere e condividere ciò che hai imparato, anche se non intendi utilizzarlo per guadagnarti da vivere. Ed è gratuito.

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