Non c’è niente di male nell’ammazzare il tempo

Di recente ho letto un consiglio di viaggio di una persona che ricorda a se stessa che “ammazzare il tempo è un peccato”, e quindi sfrutta al meglio ogni minimo tempo di inattività, anche su un aereo: “leggere un libro, imparare una nuova lingua con un’app, scrivere ai miei amici di tutto il mondo che non sento da troppo tempo”.

Non ho alcuna obiezione nel leggere libri, imparare le lingue o scrivere agli amici. Non sono d’accordo con l’idea che i tempi morti debbano essere utilizzati in modo efficiente. Un volta sarei stato completamente d’accordo con questa idea, adesso ho un approccio del tutto diverso.

La vita è fatta per essere vissuta, non per sfruttare al massimo la produttività.


Sfruttare al meglio ogni minuto

C’è una tendenza tra le persone produttive a cercare di sfruttare al meglio ogni singolo minuto, fin dal momento in cui si svegliano. Lo so perché non molto tempo fa ero una di queste persone.

Hai tempo mentre sei in teno o in autobus? Se non stai lavorando, forse puoi arricchirti imparando qualcosa. Hai tempo prima dell’inizio di una riunione? Organizza la lista delle cose da fare, invia e-mail, scrivi degli appunti su un progetto a cui stai lavorando.

Stai guidando? Perché non fare qualche telefonata o dire a Siri di aggiungere un po’ di cose al tuo calendario? Perché non ascoltare un audiolibro di auto-aiuto?

Stai guardando la TV con la famiglia? Puoi anche rispondere alle email, fare situp e stretching.

A pranzo con un amico? Magari puoi parlare d’affari per renderlo un incontro produttivo.

Questa è la mentalità che dovremmo avere. Ogni minuto conta, perché perdere tempo è una perdita di tempo. L’orologio ticchetta sempre, anche quando stiamo fermi.

Una volta mi sentivo così, ma ora vedo le cose un po’ diversamente.


È così che deve essere la vita?

Potrebbe sembrare intelligente e produttivo non lasciare che un solo minuto vada sprecato (sono preziosi, dopotutto), ma facciamo un passo indietro per guardare al quadro generale.

È così che deve essere la nostra vita? Un flusso continuo di attività produttive? Una giornata di lavoro per tutta la vita? Un programma per computer ottimizzato per la produttività e l’efficienza? Un ingranaggio in una macchina?

E la gioia? Che dire del piacere sensoriale di sdraiarsi nell’erba con il sole che splende sugli occhi chiusi? Che dire della bellezza di un pisolino sul treno? Che ne dici di leggere un romanzo solo per la sua storia, e non per migliorarti? E di passare del tempo con qualcuno solo perché ci vuoi stare insieme, per creare un vero legame umano che non sia appesantito da scopi produttivi e obiettivi?

E osa possiamo dire della libertà? Libertà dall’essere legati a un lavoro, dal doversi migliorare ogni singolo minuto, dal grigiore di un lavoro senza fine?


Un’alternativa

Ammazzare il tempo non è un peccato, è una definizione impropria. I termini della domanda sono completamente errati: non si tratta di “uccidere” il tempo, ma di goderne.

Se invece ci chiediamo: “Come posso godermi al meglio questo momento?” tutto viene riformulato e assume una nuova valenza.

Di sicuro puoi passare questo momento lavorando, se farlo ti dà gioia. Ma puoi anche rilassarti senza fare niente, godendoti la brezza sulla nuca, perdendoti nella conversazione con un caro amico, coccolando la persona a te cara sotto le coperte.

Questa è la vita. Una vita di gioia e meraviglia.

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