Perché si fatica a mangiare sano

In molti faticano a iniziare una dieta sana, senza accorgersi di cosa sta accadendo.

Io ero uno di loro: più di 30 chili di troppo e dipendente dal cibo spazzatura, continuavo a dirmi che avrei iniziato una dieta e a mangiare sano, per poi ritrovarmi a mangiare patatine, cioccolatini e biscotti.

Perché? Il motivo è che usavo il cibo come una scusa, e togliermelo avrebbe significato non avere più un modo per gestire alcune situazioni difficili.

Il cibo, per molti, è un meccanismo di difesa e per cambiare tali abitudini è necessario trovare qualche alternativa.

Aprirsi alla vita

Sono molti i modi in cui mi chiudo alla vita. Come forma di autodifesa, mi chiudo anche agli altri.

Succede a tutti. Quando ci si apre, si rischia di rimanere feriti. E il dolore delle ferite ci ha insegnato a chiuderci in molti modi diversi: non lasciare entrare gli altri, usare l’ironia per tenere le distanza, fare del male prima che ce ne venga fatto, fuggire da quello che è nuovo e via dicendo.

Tenete le mani aperte e tutta la sabbia del deserto ci passerà attraverso. Chiudetele e avrete solo un pugno di sabbia. ~Taisen Deshimaru

Anch’io mi chiudo. E quando lo faccio mi perdo qualcosa del mondo e della vita.

Sto quindi imparando a essere più aperto. È un processo lento ma, a piccoli passi, ho imparato molto e sono molto più aperto di quanto lo sia mai stato.

Ma cosa significa essere aperti? Significa accettare senza giudicare, e sono felice di farlo qualsiasi cosa ne consegua. Questo significa che giudico di meno, critico di meno, accetto di più e imparo di più.

E tutto questo significa che, più che mai, sto vivendo appieno la vita.

Di seguito ci sono alcuni metodi per aprirsi alla vita e agli altri, sperando che a qualcuno possano essere utili.

L’intento della vita

Molti di noi vivono i propri giorni seguendo schemi sviluppati duranti gli anni. Movimenti, a casa, online, al lavoro, fatti senza pensare.

Ora, mettete tutto questo in relazione a una vita intenzionale: tutto quello che fate lo fate con coscienza, realizzando uno dei vostri valori principali (la compassione, ad esempio). Tutto ciò che fate è dettato da un intento a livello conscio.

È vero che molte delle cose che facciamo hanno un qualche tipo di intento: lavo i piatti perché non voglio una casa sporca; guido per andare al lavoro perché ho bisogno di uno stipendio; porto i miei figli a scuola perché devono imparare. Ma dopo aver ripetuto queste azioni giorno dopo giorno, l’intento passa in secondo piano e ci rende a malapena consapevoli di quello che stiamo facendo. Abbiamo compreso l’intento di questi gesti molto tempo fa, e adesso non serve più pensarci.

E se le cose cambiassero?

Trovare l’ispirazione

Siete dominati da pigrizia e procrastinazione, vi sentite demotivati, bloccati e non riuscite a partire.

Non siete soli. È uno stato comune per l’essere umano e la soluzione è elusiva, sempre diversa e difficile da cogliere.

Non siete soli, ma in questa unione con i vostri fratelli e sorelle c’è speranza. Io sono fra di voi e ho trovato qualche misera soluzione. E se io posso risolvere questo problema, potete farlo anche voi. Se altri ci sono riusciti, riuscirete anche voi.

Quelli che seguono sono il mio metodo per trovare l’ispirazione.

20 semplici strategie per rimettersi in forma

Sebbene molte persone vogliano perdere peso e rimettersi in forma, può essere difficile creare l’abitudine.

Ho dovuto iniziare più volte e con molte frustrazioni prima di imparare come vivere una vita più sana. Nel 2005 pesavo 35 kg di troppo, fumavo, mangiavo schifezze, ero sedentario e non riuscivo a fare esercizio per più di qualche giorno senza smettere.

Oggi sto meglio, sono più sano e più magro. Il più delle volte mangio sano (con qualche eccezione) e, se voglio, riesco a mantenere un piano alimentare, evitando il cibo spazzatura.

Come ho fatto a cambiare? Ho adottato qualche semplice strategia. Non sono per tutti, quindi scegliete quelle che possono entrare nella vostra vita e provatele!

I rituali per la concentrazione, per la salute e per la lentezza

Mentre scrivo queste parole, sono seduto con una tazza di matcha, un tè giapponese utilizzato nelle cerimonie tradizionali, e mi godo la tranquillità delle prime ore del mattino.

Il tè, per me, è una forma di meditazione, un modo di essere presente e di migliorare le mie capacità di attenzione. È un mezzo per la lentezza, per assaporarsi la vita.

E, per me, è anche un modo per concentrarmi. Trovo che, se ho problemi a concentrarmi su qualcosa, fare una pausa e prepararmi del tè è un ottimo modo per ritrovare la concentrazione. Ho scritto le mie cose migliori con l’aiuto di una tazza di tè.

Non sono un esperto di tè, quindi questa guida non vi insegnerà a fare il tè perfetto o come scegliere fra i vari tipi di tè. Se comparato ai maestri, farei una serie di errori da principiante. E questo mi va bene, visto che il mio scopo è solo quello di condividere alcuni rituali che uso per concentrarmi, per rallentare e per la mia salute.

Tutti questi tre rituali mi aiutano a concentrarmi, a rallentare e a stare meglio. Do loro nomi diversi solo per mostrarvi come ne faccio uso, anche se potete tranquillamente usarne uno al posto dell’altro.

16 consigli essenziali per viaggiare con la famiglia

Viaggiare con la famiglia è tutta un’altra storia rispetto a viaggiare da soli o in coppia: ho fatto entrambe le cose più e più volte, e sembrano due esperienze completamente separate.

Non tutti i vagabondi hanno perso la via ~ J.R.R. Tolkien

Io ed Eva siamo appena tornati da un viaggio di 3 settimane nell’Europa del sud con cinque dei nostri figli. È stata un’avventura passare per sei grandi città viaggiando a piedi o in treno parlando solo brandelli di tre lingue diverse, esplorando città e coste per tutto il giorno, immersi nel sole, nella storia e nel vino.

Ci è piaciuto da matti. Abbiamo sfiancato i ragazzi ma siamo tornati a casa più maturi, più abbronzati e arricchiti per aver visto un po’ di mondo in più e la sua gente.

Questo post non sarà un resoconto del viaggio, ma servirà per condividere qualcosa che ho imparato viaggiando con la famiglia, con la speranza che possa aiutare altre famiglie in viaggio.

Meno tempo seduti davanti al monitor

Uno dei rischi maggiori legati allo stile di vita moderno è la tendenza a essere sempre più dipendenti dal monitor e sempre più sedentari.

Guardiamo portatili, monitor, iPhone, telefoni Android, iPad, iPod e televisioni, giochiamo ai video game, navighiamo in internet, socializziamo e lavoriamo online per gran parte del nostro tempo.

Io, come chiunque altro, sono un vittima di tutto questo. Assieme alla mia famiglia stiamo scivolando verso questo stile di vita e, sebbene io non sia uno contrario alla tecnologia, penso che dovremmo vivere meno da vittime e più da persone consapevoli.

Passare troppo tempo davanti a un monitor significa meno tempo da dedicare alle attività, meno possibilità di socializzare, meno concentrazione sul presente, meno tempo per preparare cibo sano per le persone a cui vogliamo bene.

Cosa possiamo fare, quindi?

Semplificare

La tendenza della nostra società è di rendersi la vita sempre più complicata: Internet, televisione, shopping, lavoro, impegni di famiglia, beni posseduti, cibo, debiti… Tutto questo si impila su ognuno di noi senza fine.

Questa è una formula abbastanza sbagliata, visto che i nostri giorni hanno una capacità limitata, tanto quanta ne abbiamo noi come umani. Riusciamo a gestire solo una certa quantità di lavoro, di beni e di impegni, e riempirci di tutto questo fino al limite ci porta vicini al punto di collasso.

Serve un piccolo sforzo cosciente per semplificare, ma è una delle migliori cose che ho imparato a fare.

Perché ammazzare il tempo non è peccato

Di recente ho letto i consigli di viaggio di una persona che non dimentica mai che “ammazzare il tempo è peccato”, e che quindi sfrutta al massimo ogni momento, anche in aeroplano: “leggo un libro, imparo una lingua nuova, scrivo agli amici in giro per il mondo che non sento da troppo tempo.”

Non ho alcuna obiezione al fatto di leggere, imparare una lingua o scrivere agli amici. È con l’idea che il tempo libero debba essere utilizzato in maniera produttiva che non sono d’accordo. Anni fa avevo era anche la mia posizione, oggi ho un approccio diverso.

La vita è fatta per essere vissuta, non per la produttività.